Post più popolari

lunedì 23 gennaio 2017

Born in the Year 2000

Attenzione: post dal forte contenuto di critica sociale

Da quando ho iniziato ad avvicinarmi ai trent'anni, la mia bacheca Facebook si e' riempita di coetanei che si sentivano ormai con un piede nella tomba e, per controbilanciare, si lanciavano in una nostalgia spietata dei magici anni 90.

Ora, lungi da me il giudicare chi ha nostalgia di cosa. Magari a uno piaceva quando i compagni lo menavano, liberissimo di provare nostalgia. Pero' mi chiedo, non e' che la cosa ci sta in po' sfuggendo di mano?
Io mi sforzo di pensare ai magici anni 90, pero' piu' mi spremo il cervello, piu' arrivo alla conclusione che facessero cagare.

E per dire, loro mi piacevano

Non fraintendetemi, ho avuto un'infanzia bella e serena e non mi e' mancato nulla. Pero', se potessi scegliere, avrei preferito nascere nel 2000. (Avrei anche preferito nascere uomo bianco eterosessuale, ma su questo ci faro' un altro post).

Quando dico questa cosa, di solito la gente reagisce con orrore: ma no, i ragazzini di oggi, rimbambiti dai tablet, le ragazzine con i tacchi che si comportano da adulti, e poi sono viziati...noi si che abbiamo avuto un'infanzia bella e genuina negli anni 90.

No.
Ho passato i miei anni migliori guardando MEDIASET, nel pieno Berlusconismo. Dai nove ai VENTICINQUE anni non ho conosciuto altro che l'era di Berlusconi.
Avete presente? Tette e sederi inframezzati da talk show di pessima qualita', con i programmi della RAI che peggioravano di giorno in giorno. Voglio dire, avevamo Cristina d'Avena che faceva le FETTINE PANATE, e credo che mai civilta' tocco' punto piu' basso.

Guardare per credere


Certo, ho avuto la gioia di guardarmi Sailor Moon e i cartoni giapponese che, come ci ricorda ZeroCalcare, sono ormai un punto di riferimento sociale per la mia generazione.
Ma il guardare questi cartoni era accompagnato dalla tremenda ansia di perdermi una puntata: voi vi ricordate la sensazione di ansia, tristezza e smarrimento quando il giorno dell'ultima puntata della serie di Sailor Moon avevate il dentista? La ricordo ancora come una delle cose piu' brutte della mia infanzia.
Cosa non avrei dato per Netflix. O anche per uno streaming illegale.

A me piaceva Sailor Mars

E passiamo ai giocattoli. Oltre al fatto che moriremo tutti di cancro grazie al Crystal Ball, possiamo parlare della frustrazione di perdere tutti i pezzi di Hotel (o di avere il cane che ti mastica i cartoncini) e non poter mai piu' montare il President?
Poi, quando ero piccola le bambine dovevano fare i giochi da bambine e i maschi quelli da maschi. Con il risultato che invece dei bellissimi Lego Technic ci dovevamo sorbire Baby Mia che mi ha causato incubi sulla maternita' che si sono protratti finche' non ho visto la campagna della Lorenzin (e tutto e' andato peggio). Barbie esisteva solo nella sua versione "Bionda," "Biondissima," e "Club del Golf, Alabama 1953." Le principesse erano delle svenevoli la cui intelligenza era appena superiore a quella dei ratti che si tenevano nel letto. Gira la moda era un gioco senza nessunissimo scopo se non contribuire al trionfo del patriarcato. 
Le bambine oggi vivranno pure nel mondo di Trump, ma almeno cresceranno con un film Ghostbusters tutto al femminile. A me nessuno ha mai detto che avrei potuto catturare dei fantasmi tutta da sola, l'ho dovuto scoprire io sulla mia pelle. 

L'hanno ritirato dal commercio, vero?


E vogliamo parlare del computer? Io ho passato l'infanzia a giocare a Pac Man su floppy disk. Ci sono stati dei momenti nella mia vita in cui SOLITARIO sul computer sembrava eccitante. Se mai avro' dei figli, giuro che la prima cosa che gli mettero' nella culla sara' un tablet. Un po' perche' i bambini davanti agli IPad stanno ZITTI (presente com'erano i viaggi Ryanair prima che pure i genitori lowcost si potessero permettere il tablet?), e un po' perche' avrei dato qualsiasi cosa per averlo io. E invece no, mi toccava giocare con il Mio Caro Diario e poi andare a correre sana all'aria aperta, che voleva dire respirarsi i gas di scarico delle auto che schivavo per giocare a palla con gli altri bambini che mi chiamavano cicciona. 
Oppure mi toccava ascoltare le cassette con il WALKMAN, e gia' solo a scriverlo ricordo la sofferenza di stare davanti ad MTV tutto il santo giorno a fare i compiti ed aspettare QUEL VIDEO che volevo vedere (e che immancabilmente sarebbe stato trasmesso nei cinque minuti in cui stavo in bagno). Viva YouTube.


Ammetto di essermelo pure riscaricato sull'iphone, in quegli attacchi di nostalgia da Eskimo di Guccini

Sempre parlando di computer, sento a volte la gente parlare con nostalgia di quando ci parlavamo di persona invece di stare dietro uno schermo. Ah si? Voi parlavate? Beati voi, perche' io no. Io passavo gli intervalli con le mie due amiche a tentare di spiare il tipo che mi piaceva. Prima dei cellulari ero obbligata a SCRIVERE MESSAGGINI SULLA CARTA. Oppure a fare la cosa che ancora oggi ricordo come la piu' umiliante in vita (e badate bene, una volta in una cena di lavoro sono uscita dal bagno con il vestito nelle mutande): passare ore a ripetere la frase finche' non fosse perfetta, poi chiamare a casa di un tipo e, colta dall'ansia, boffonchiare alla madre "SNGIUPYPOSSSOPRLA...." prima di attaccare in preda al panico.
 Con il Nokia 3310 le cose sono migliorate ma solo leggermente: ricordo comunque l'ansia di fare uno squillo e aspettare lunghi pomeriggi lo squillo di risposta, e sussultare per poi scoprire che era il messaggio di "addebito lire duemila" della Omnitel. (OMNITEL, non Vodafone). Che grandiosa adolescenza avrei ora, a poter passare il tempo a postare selfie su instagram e mandarli per snapchat, e non ad aspettare un mese per sviluppare i rullini e scoprire che in TUTTE le foto sembravo appena uscita da una pista di coca. 

E' vero, era indistruttibile. Pero' se mi perdevo, mi serviva di sapere un indirizzo o un numero di telefono, poteva solo servire a darmelo in faccia

E veniamo infine al tema abbigliamento. Oggi e' vero, ci sono i risvoltini e quei capelli tagliati un po' alla moda vichingo, non metto in dubbio che siano tempi duri. Ma vi ricordate che noi fino ai quattordici anni ci mettevamo le tute? Che giravamo con i PANTALONI CON LA STAFFA? Che avevamo i capelli vaporosi con quei cavolo di colpi di sole a contrasto? Che ci mettevamo le zeppe come le Spice Girls, ed esattamente come le Spice Girls giravamo con i nostri rotolini di ciccia della pancia al vento e una colite non-stop? Del periodo salvo solo le cose della Onyx perche', nonostante fossero palesemente disegnate da me, erano di ottima fattura: ho ancora una felpa (nera, senza bamboline) che continuo a mettere. E si che mia mamma quelle quarantacinquemila lire diceva che erano troppe.

E non ho menzionato la permanente

Qual e' la morale di tutto questo? Che abbiamo nostalgia degli anni 90 perche' era tanto tempo fa, e la memoria ci fa sembrare tutto piu' bello perche' ci dimentichiamo del dolore. Come farebbero altrimenti le donne a partorire piu' di un figlio? Gli anni 90 erano tempi bui, in cui ci mancava quel caldo conforto della tecnologia e avevamo solo le Spice Girls a ricordarci che ce la potevamo fare. Per cui si, come dice NonPuo'EssereVero alla fine noi siamo uguali alle quindicenni di oggi, solo piu' sfigato. In fondo, pero', pure loro devono ancora sorbirsi Gabry Ponte.

Ascoltate qui se non mi credete. La citazione degli Eiffel 65 mi ha fatto passare ogni residuo di nostalgia per sempre. 



mercoledì 11 gennaio 2017

Anno Nuovo, Monnezza Nuova

Io credo nel fatto che dovremmo salvaguardare l'ambiente. Infatti non uso mai la macchina, non stampo nulla che non sia indispensabile, sono stata per un sacco di anni socia WWF e sarei ancora vegetariana se la celiachia non mi avesse tolto la meta' dei cibi che mangiavo prima e tutte le mie riserve di ferro.

Tutto cio' per dire che io sono MOLTO favorevole alla raccolta differenziata. Purtroppo pero' qui in Germania non comprendo come funzioni, quindi anche se divido le cose in casa mia e le metto nei bidoni, sono poi molto tentata dall'ignorare i sacchi e non metterli mai fuori dal mio condominio quando passano a ritirarli. Il mio problema e' non tanto la coscienza ambientale, quanto la paura dei miei vicini, che a volte lasciano messaggi in crucco sulle scale parlando del fatto che se non metti fuori i sacchi della monnezza cose tremende accadranno. (Non so COSA, esattamente, perche' non capisco il Tedesco, ma sicuro cose brutte)




Visto che ho un intrinseco senso di colpa per cui penso di essere la causa di i mali del mondo, appena ho visto il primo messaggio in crucco sulla monnezza ho pensato fossi stata io a sbagliare qualcosa e ho preso ad evitare i vicini. Quando e' comparso un altro messaggio io, terrorizzata, sono scappata senza leggerlo a fare un corso base per diventare ninja e strisciare giu' dalle scale tutti i giorni senza che nessuno mi vedesse. Poi in realta' il messaggio era di un vicino che faceva una festa e invitava gli altri, ma ad ogni modo il Tedesco che ho imparato finora ("Io sono una banana") non mi rende quello che si definisce un'ospite divertentissima.

Con il nuovo anno, un essere misterioso dall'alto ci ha messo delle letterine nella cassetta della posta per spiegarci come trattare la monnezza nel 2017. Da una parte questo mi ha rallegrata, perche' oltre a provare la chiara esistenza di un essere soprannaturale mi ha dato modo di capire come funziona il riciclaggio. Dall'altra, nonostante io abbia un dottorato, non sono abbastanza intelligente per capire le istruzioni.

Nella mia letterina c'era questo foglio:


Ho messo dei segnetti io che magari sono sbagliatissimi, che ne so

Il foglio mostra tutti i giorni dell'anno e, con simbolini di diverso colore, quando i diversi tipi di monnezza vanno messi fuori. Fin qui tutto ok (pure se gia' con i simbolini mi sono persa). Sul foglio pero' non c'e' scritto chi tra i condomini deve mettere fuori la monnezza e quando.

C'erano due fogli allegati per spiegare il funzionamento della tabella.
Il primo foglio conteneva una tabella con numeri da uno a dodici associati al nome dei condomini. Nonostante una perplessita' iniziale, ho compreso che si tratta della monnezza carta, che va messa fuori una volta al mese e quindi ogni mese tocca ad una persona diversa (e scrivere "Gennaio", "Febbraio" e cosi' via invece dei numeri evidentemente creava all'essere soprannaturale che ha creato la lettera una fatica erculea)

Il secondo foglio conteneva questa tabella:



Nella colonna di sinistra ci sono i nomi dei condomini, con una "x" in corrispondenza dei numeri. I numeri pero' stavolta non corrispondono ai mesi.
"Saranno le settimane", mi sono detta, ma il 2017 ha piu' di 51 settimane.
Oltretutto, sono scritti seguendo la sequenza di Fibonacci, visto che ci sono solo i dispari.
Ho quindi assunto che si tratta di monnezza plastica da mettere fuori ogni due settimane e, contando sul calendario, ho provato a capire quando tocca a me.

In tutto cio' non so quando devo mettere fuori l'indifferenziata, e se devo farlo, o se se ne occupa l'essere soprannaturale dietro a tutto cio' (che, pero', a questo punto potrebbe mettere fuori tutti i bidoni, no?) 

Nel frattempo continuo il corso da ninja in modo da non incontrare mai sulle scale i vicini o l'essere soprannaturale che chiaramente mi fara' succedere ogni sorta di sfiga se sbaglio.
Cosa piuttosto plausibile visto che, se ho capito bene, il mio primo turno della monnezza quest'anno e' di Venerdi' 17.

venerdì 6 gennaio 2017

Belle commedie tedesche su Netflix

Cosa c'e' di meglio da fare nelle fredde giornate invernali oberate di cibo, che guardare dei film? E cosa c'e' di meglio per imparare il Tedesco che guardare dei film Tedeschi?

Cosi', Giupy l'ottimista ha deciso di googlare "Belle commedie tedesche su Netflix" e imparare qualcosa di piu' sulla lingua e la cultura che la ospitano. Ho dato lo stesso titolo a questo post che sia mai attiri qualche ignaro lettore (visto che per ora l'unica parola che viene scritta sui motori di ricerca per arrivare al mio blog e' "sederi")

La prima cosa che ho imparato e' che la definizione "commedia" e' un pochino ampia in Germania. O forse ai Tedeschi fa ridere guardare un'ora e mezza di vicende di una famiglia sull'orlo del divorzio. Per darvi un senso del termine "commedia" per i tedeschi, faro' delle piccole sinossi dei film che ho visto finora.

(Disclaimer: se siete appassionati di cinema tedesco e/o volete genuinamente guardare questi film, non continuate a leggere. Se invece volete leggere le intraprendenti critiche cinematografiche di Giupy, continuate pure)

1) On Boy (A coffee in Berlin)
Un pischello che non e' purtroppo dotato di espressione facciale passa tutta la giornata a cercare di bere un caffe' e per una serie di motivi non riesce a farlo. Capiamo che gia' qui il film si rivela l'espressione su pellicola del mio peggior incubo.

Oltre a soffrire della carenza di caffeina, il pischello passa la giornata incontrando personaggi improbabili e mediamente noiosi che in un modo o nell'altro fanno si che la sua vita diventi sempre piu' miserabile, ma che comunque non riescono a fargli cambiare l'espressione facciale tra lo stupito e il rincoglionito che per tutto il film ci ricorda il motivo per cui dovremmo bere caffe' la mattina.

Ad un certo punto il pischello incontra una ex compagna delle medie che assomiglia a Gisele Bundchen ma apparentemente all'epoca era grassa. Per vendicarsi del fatto che il pischello la prendeva in giro, l'ex grassa prima lo invita ad uno spettacolo teatrale terribile e poi cerca di farselo in un bagno squallidissimo, rivelandosi, come tutti gli altri personaggi del film, una squilibrata.

(che voglio dire, pure io alle medie venivo presa in giro perche' grassa, ma ora la mia vendetta si limita ad accettare le amicizie di Facebook degli ex compagni di classe quel tanto da mostrargli il mio sedere perfetto sulle spiagge dei Caraibi mentre metto il like ai loro tristi post di divorziati in lotta per la prole)

Il film finisce con dei riferimenti all'olocausto che in Germania non possono mai mancare.


Questa e' la sua faccia per due ore di film

2) Liebe Mich (Love me
Una pischella berlinese che assomiglia vagamente a Miss Piggy passa due giorni della sua vita a causare problemi a se stessa e agli altri. Nonostante il titolo suggerirebbe un suo profondo disagio interiore dovuto alla mancanza d'amore, alla fine del film speravo in verita' che tutto le andasse sempre peggio perche' ogni fotogramma Piggy diventa piu' insopportabile.

Il film inizia con Piggy che e' appena andata a letto con il suo migliore amico e poi ci litiga, urlando in modo isterico in Tedesco delle frasi che, ad un orecchio non esperto, sembrano inneggiare all'invasione della Polonia. Per punire l'amico Piggy getta il proprio MacBook Air fuori dalla finestra, e gia' qui capiamo quanto e' immensamente cretina: non poteva almeno distruggere il computer di lui?

Resasi conto di aver distrutto un MacBook da 2000 euro, Piggy non ha la reazione che avrebbe una persona normale (il suicidio), ma inizia ad inanellare una sequenza di azioni sempre piu' sceme, come subaffittare il proprio appartamento ad un prezzo irrisorio ad un esponente della Yakuza e ritrovarsi homeless.

La stupidita' di Piggy trascina nel vortice una serie di altre persone: il padre e la nuova compagna incinta, un uomo che fa volantinaggio vestito da ape con lei e chiaramente ne vuole a pacchi ma non ne avra' mai, il nerd del negozio di computer che tenta di aggiustarle il MacBook. In meno di un week end, Piggy va a letto con il tizio del computer, lo fa innamorare tantissimo di lei, gli presenta i genitori, cerca di andare a vivere con lui, e poi lo tradisce con un tizio a caso nei bagni di una discoteca. Praticamente una storia d'amore lunghissima e orribile in ventiquattro ore. 

Il film finisce con il tizio del computer che si riprende Piggy e tutte le malattie veneree che avra' nel frattempo contratto perche' e' un sottone.

Guardate che ribelle che e' Piggy

Un parrucchiere gay bellissimo si innamora improvvisamente di una donna che potrebbe essere tutti noi, dandoci incredibile e nuova speranza su Ricky Martin, ma anche riportandoci alla mente con orrore Luca di Tolve.

Ricky-Luca e' un trentenne bellissimo di cui mi sono innamorata nel primo fotogramma, finche' non ho visto la scena del suo fidanzato stupendo nella loro casa bellissima nella cabina doccia e ho capito che li amavo entrambi.

Per ragioni del tutto inspiegabili, Ricky-Luca, che e' il parrucchiere piu' famoso della Germania nonche' l'unico tedesco a non essere pettinato come Ragnar Lothbrok, inizia ad interessarsi ad una collega parrucchiera. Costei non solo gestisce il salone Mariuccia a Usmate sull'Adda, con tanto di bidoni di gel non meglio identificato e sedie di plastica, ma ha anche lo stesso gusto e la stessa capacita' di tingersi i capelli di Geri Halliwell delle Spice Girls.

Ricky-Luca la convince a togliersi le extension rosa e a smettere di vestirsi con la carta da parati. La tizia lascia il fidanzato per Ricky-Luca, e cio' mi ha dato grande gioia perche' il fidanzato era un grasso pachiderma ossessionato dal calcio e che la tradiva, praticamente cio' che esce come primo risultato se cerchi su google "Cliche' dell'uomo merdoso". Anche Ricky-Luca lascia il fidanzato per lei, ma questo invece mi ha riempito di una tristezza indefinibile, perche' la loro storia d'amore era bellissima e il fidanzato stupendo piangeva in un modo che mi ha subito fatto sperare si fidanzasse immediatamente con Ricky Martin.

Il film finisce con delle vaghe riflessioni sul fatto che ci vuole coraggio a dichiararsi eterosessuale e con tutti felici e contenti, tranne il fidanzato stupendo per cui io sto ancora soffrendo

Notiamo gli scarponcini blu di lei

4) Familienfieber (Family Fever
Due ragazzini si fidanzano e fanno conoscere le rispettive famiglie, per poi scoprire che la madre di lei e' amante del padre di lui. Nonostante istintivamente proverei simpatia per i coniugi traditi, la visione nei primi cinque minuti del padre di lei nudo sul gabinetto mi ha fatto immediatamente stare dalla parte della moglie fedifraga.

Le due famiglie in questione sono gli Straccionis e i Fighettis. Gli Straccionis arrivano della casa dei Fighettis e passano tutta la cena a invidiarli perche' sono ricchi e a lamentarsi della loro poverta'. La signora Straccionis a quel punto fa l'unica cosa che puo' aumentare l'imbarazzo che si e' gia' creata tra le due coppie: svela di essersi fatta piu' volte a piu' riprese il signor Fighettis.

Le due coppie passano tutto il week end nella casa degli Straccionis a vagare da una stanza all'altra e avere reazioni inconsulte, mentre i figli adolescenti vanno nel bosco. Tuttavia, non stanno in camporella come sembrerebbe giusto, ma si tirano delle pare sul significato della loro relazione.

In modo assolutamente improbabile, e dopo un numero troppo alto di minuti di pellicola in cui il signor Straccionis e' in mutande, le due coppie si riconciliano e decidono che tutto puo' sopravvivere alle corna.

Il film finisce che i due ragazzini ritornano e lei annuncia di essere incinta, e le due coppie di genitori sono talmente sfiniti, depressi, tristi, schizzati che la notizia di una gravidanza indesiderata di una diciassettenne che non sa se vuol stare con il moroso e' la cosa piu' bella che abbiano sentito in tutto il film. 



Questi per la cronaca sono i due amanti


5) Er ist wieder da (Look who's back)
Questo film e' effettivamente bello, e ve lo consiglio sinceramente. Quindi non vi faro' spoiler.

Vi avverto solo che, nonostante sia classificato come "commedia", potrebbe non farvi tantissimo ridere. A meno che a voi non diverta vedere un attore vestito da Hitler che gira ad intervistare gente VERA che gli da ragione e lo osanna perche' ripetere la storia con gli immigrati al giorno d'oggi non sarebbe male.

Io sono ancora sconvolta. 


Pero' vi giuro che e' bello, perche' fa pensare

giovedì 29 dicembre 2016

La Sindrome di Miranda

(Ovvero: gli uomini preferiscono le sceme)

Sto iniziando a convincermi che hanno ragione Radio Maria e la Westboro Baptist Church: Dio c'e' ed e' un fan sfegatato del patriarcato

Invece, ho ricevuto una macchina per fare il cappuccino

Guardiamo il 2016: muoiono David Bowie, Prince, George Michael, viene eletto Trump a suon di "grabby 'em by the pussy", e infine se ne va l'unica principessa la cui storia merita di essere ricordata. Inizio a chiedermi se non ci sia qualcuno lassu' che davvero si incazza se i gay si sposano e se io mi tolgo il reggiseno.

Questo preludio per giustificare il fatto che il mio post di Capodanno sara' una delle perle femministe di Giupy, particolarmente ispirata dal fatto che ho aspettato un'ora dal parrucchiere leggendo GRAZIA. Ma voi lo leggete Grazia? E' probabilmente scritto da una di quelle persone che fanno i meme anti-vaccini sulla vostra bacheca di Facebook, sia come contenuti che livello di Italiano. Ogni articolo di Grazia che celebra l'importanza di essere bella e magra e di avere certi vestiti provoca una colica ad una femminista della prima ondata. 

Questo mi ha fatto venire in mente un episodio di Sex& the City. Miranda va ad uno speed date e non trova uomini che vogliano uscire con lei. Quando decide di mentire e di dire che di lavoro fa la hostess invece che l'avvocata di successo, trova subito un medico che le chiede di uscire. L'episodio si conclude con il tizio che confessa di aver mentito, e di non essere un medico ma solo un venditore, e di averlo fatto per trovare donne che uscissero con lui.


Trovo l'episodio piuttosto esplicativo: Ops, gli uomini potrebbero sentirsi minacciati se noi siamo piu' di successo. Piu' intelligenti. Con una migliore carriera. E qui possiamo continuare per sempre.

Ammetto che quando per la prima volta ho sentito amiche lamentarsi di non trovare un uomo per questo motivo, ho pensato che esagerassero. In fondo conosco un sacco di donne molto intelligenti che hanno trovato uomini che le amano molto e che non si sentono minacciate da loro.

Poi (dopo aver letto Grazia e aver scoperto quanto poco femminismo ci sia nel mondo) ho fatto mente locale. Conosco tante donne intelligenti che stanno con uomini intelligenti. Conosco anche uomini intelligenti che sono attratte dal modello locale di Chiara Ferragni.
 (scriverei qui che non intendo offendere nessuno, pero' un pochetto una che passa il tempo a farsi fotografie al sedere con su mutande di Topolino e metterle su Internet e ha piu' successo sociale di io che parlo alle conferenze, mi irrita. Yep, gelosia).

Cosi', donne molto intelligenti si mettono spesso con uomini molto intelligenti. Uomini molto intelligenti altrettanto spesso stanno con donne che credono realmente nell'esistenza di vampiri che luccicano nel buio. (meno male che gli ambienti universitari sono ancora molto maschilisti, se non ci fossero piu' uomini che donne la competizione sarebbe spietata) 

Il che mi sembra piuttosto facile da comprendere: c'e' la crisi della mascolinita', uomini hanno bisogno di donne meno intelligenti perche' cosi' si sentono meglio e possono fare un po' di sano mansplaining e siamo tutti felici.


Una cosa pero' non mi spiego: io credo fermamente nella legge della parita' di idiozia fra gruppi. C'e' la stessa quantita' di idioti tra alti e bassi, bianchi e neri, Italiani e Tedeschi, uomini e donne. Se uomini intelligenti si mettono con donne stupide, con chi si mettono le donne intelligenti rimaste single?

Sospetto che queste donne intelligenti si mettano con uomini stupidi. Tuttavia, questa cosa mi manda in crisi, perche' fa vacillare la mia perfetta teoria dell'intellettuale che tornando a casa vuol sentire parlare solo di lacci di scarpe perche' non vuole avere anche nella sfera domestica qualcuno che gli ricorda che non ha mai capito Sartre. Come fa l'uomo stupido a stare con una donna intelligente e non sentirsi minacciato nella sua virilita'? 

Ho elaborato quindi una nuova teoria che si basa su due pilastri, e che non e' assolutamente comprovata ma io ci credo fermamente (commentatemi pure con esperienze vostre personali):

1) Gli stupidi non si rendono poi tanto conto di esserlo. Ci sono uomini positivamente convinti che il verbo havere abbia l'"h" in tutte le sue forme tranne che nella prima e seconda persona singolare presente, che potrebbero sentirsi intelligenti come la loro compagna esperta di Dante, uomini che voterebbero Trump e non pensano di avere un solo neurone meno della moglie politologa. 

2) Non sottovalutiamo il potere della disperazione.
Abbiamo tutti un'amica (o molto piu' d'una) che ci chiede a dire "Com'e' che io sono single e Tizia non fa in tempo a mollarne uno che immediatamente ha gia' uno nuovo?"
Perche', spesso, Tizia non vuole stare da sola. E si accontenta di colui che pensa che i rettiliani ci stanno per governare e che la Brexit avrebbe portato soldi al sistema pubblico sanitario. Tizia non e' mai single perche' il sabato sera guarda Alberto Angela e questo soddisfa la sua dose di intelligenza settimanale, cosi' puo' tornare a parlare di calcio e tubi con il suo ragazzo. Cosi', pian piano, si mette a leggere Grazia e pensa di non essere l'unica, che alla fine va bene cosi', che gli uomini vanno presi per come sono, che forse pure lei puo' nascondere un po' della propria intelligenza per avere qualcuno che tosa il prato. 

Quindi, nel caso la mia teoria fosse vera, vi esorto a cio': cercate di essere consapevoli del vostro QI, e mettetevi con una persona che ha un'intelligenza adeguata alla vostra. Prendetemi per razzista, ma credo fermamente che mischiare diversi livelli di intelligenza non sia mai una buona idea. Uno dei due rimane sempre bruciato. 

Oppure rimanete single, che non c'e' nessun bisogno di mettersi con il caporedattore di Modern Jackass Magazine (espressione coniata da una mia amica) giusto per avere qualcuno da portare ai matrimoni e ai battesimi. Pensate a Miranda, e al fatto che il 2016 e' stato brutto abbastanza: non metteteci anche voi. 





Una delle frasi piu' romantiche che mi sono mai sentita dire e' "Io non potrei mai stare con una persona stupida". Vale piu' di mille altri complimenti.






giovedì 22 dicembre 2016

Frohe Weihnachten

E' arrivato il Natale, o miei adorati lettori, e nell'augurarvi ogni gioia vi raccontero' come l'ho festeggiato io nel posto dove lavoro (e non vi raccontero' invece il Natale in famiglia, che sara' il momento piu' terribile dell'anno tra gente che tenta di farmi mangiare glutine e altra che rimarca la mia inutilita' sociale di non-sposata senza figli)

La cosa bella del posto dove lavoro e' che nessuno si e' opposto alla mia idea di indossare cappelli da Babbo Natale e cantare al karaoke (anzi, ho l'impressione di aver raggiunto un nuovo ruolo sociale nel dipartimento). Il grande-mega-super-boss si e' messo il cappello e ha fatto un discorso molto carino in cui ha ringraziato tutti noi presenti. 
Poi ha alzato gli occhi e ha detto "Vedo tra voi pure alcuni che non si sono segnati nel Googledoc che abbiamo mandato in giro per vedere chi partecipava alla festa. Se non vi siete segnati, non avrete il ringraziamento".
Anche i colleghi Tedeschi hanno concordato che questo e' un po' l'epitome della cocciutaggine burocratica crucca.

Babbo Natale e' stato scelto come tema perche' tutto doveva essere strettamente non religioso, per non offendere i colleghi non cristiani (Salviniani tra voi, non parliamo di Musulmani ma di Ebrei, che in Germania - intuiamo perche' - sono trattati con un pochetto di riguardo). Babbo Natale e' perfetto perche' e' stato inventato dalla Coca Cola, ma e' rosso, quindi piace sia a capitalisti che a comunisti, e in tutto cio' e' splendidamente laico.


Infatti va la pancia, a furia di bere Coca Cola

Mi sono quindi informata presso i colleghi Tedeschi delle loro tradizioni natalizie. Mi hanno spiegato che loro hanno sia San Nicholas il 6 di Dicembre (che e' anche molto multietnico visto che e' un vescovo Turco) che Babbo Natale il 25 Dicembre. Ogni tentativo di capire se fossero la stessa persona ha instigato grandi dibattiti in Tedesco nei quali non mi sono addentrata.

Babbo Natale apparentemente ha un alter ego crudele che gira con una frusta e picchia i bambini che non si sono comportati bene.
Esistono anche delle versioni di questa frusta con delle caramelle attaccate che vengono date come reminder ai bambini, un po' come il carbone della Befana.

Sentendo questa storia non ho potuto fare a meno di ricordare la definizione che Jon Oliver ha dato della Germania:

 "A country whose idea of a bedtime story is two children being left to die in the forrest before being nearly being cooked and eaten and murdering an old woman"


Babbo Natale oltre al socio crudele ha anche venti aiutanti neri.
"Come...neri?"
"Si, con la faccia nera"
"Ma sono... di colore?"
"Si sono i suoi servitori"
"E questa cosa non e' un po'...razzista?"
No. Babbo Natale gira con venti assistenti neri.
Io me li sono immaginati cosi':

Perche' non mi permetterei mai di pensare che Babbo Natale sia stupido

Per essere politicamente corretti abbiamo evitato le canzone religiose (se ovviamente il politicamente corretto esiste ancora dopo i venti neri e il cattivo che picchia i bambini). Abbiamo percio' cantato una canzone che si chiama "Schneeflockchen Weissrockchen"

Dopo aver imparato a pronunciarlo in cinque comodi giorni, ho chiesto a colleghi cosa volesse dire. Mi hanno spiegato che e' "piccolo fiocco di neve con una corta gonna bianca", e che si rivolge al fiocco di neve come fosse una ragazza.
Io l'ho immaginato cosi':

Credetemi, Victoria's Secrets ha creato il completino "Sexy Snowflake"

Poi i colleghi hanno rettificato dicendo che la gonna non e' "corta" ma "piccola" perche' anche il fiocco di neve e' piccolo.
Resta il fatto che quando non inventano storie tremendamente splatter i Tedeschi probabilmente si drogano di Feuerzangenbowle e scrivono canzoni in cui parlano con i fiocchi di neve.

La canzone pero' e' abbastanza orecchiabile e me la canticchiero' fino alla fine del 2017. Ve la metto qui cosi' almeno potete rimanerne ossessionati pure voi:


(E nell'augurarvi Buon Natale vi dico anche che quello che ho scritto in questo post potrebbe non essere vero perche' magari sono i miei colleghi che mi prendono per il sedere nel dirmi queste cose di fiocchi di nevi e servi neri e abusi suoi bambini. Nel caso ne sappiate piu' di me, rettificate pure nei commenti) 







giovedì 15 dicembre 2016

Il canone RAI

Trasferirsi a vivere in un nuovo Paese e' difficile. Nel mio caso, non sto incontrando le normali difficolta' che incontrano gli expat: mancanza di amici, cultural clash, assenza di bidet. No, io sto alla grande, in due settimane gia' bevevo fiera il succo di mela come tutti i Tedeschi. Cio' che mi mette in vera difficolta' e' compiere quelle piccole azioni quotidiane. Come pagare il Canone RAI.

Prima ancora di aver capito quale fosse la mia cassetta della posta, mi era gia' arrivata la lettera della Deutschlandradio. Ho fatto quello che fanno di solito gli adulti in questa situazione: l'ho ignorata.

Pochissimo dopo, ne e' arrivata un'altra. Cosi' ho chiesto ai colleghi gentili di tradurla.
"Devi pagare il Canone Rai" (ok, non si chiama "Canone Rai", ma non e' che sto a scrivere "Deutschlandradio" tutte le volte, no?) 
"Ma nooooo" ho detto io "Io non ho la televisione, quindi non devo pagare!"
Mi hanno guardata cosi' 

















Al che ho capito che questa cosa SI DEVE pagare.
(Gente italiana dice che e' uguale pure per il Canone RAI quello vero, pero' io non l'ho mai pagato. Vero che non vivo in Italia dal 2010 e prima del 2010 ero una studentessa sfigata in subaffitto, pero' se ho fatto qualcosa di illegale non ditemelo che poi mi sento in colpa).

Il Canone RAI tedesco costa 200 euro l'anno, che tu abbia cinque televisioni, una sola, un computer con cui puoi andare ad ascoltarti la radio online, o anche NULLA e comunichi via piccione viaggiatore. Che tu sua Angela Merkel, un rifugiato del Burmini, un mostro verde bavoso, devi sempre pagare uguale (Ma non se hai un coinquilino. In quel caso se lo paga lui tu puoi non pagare nulla. Basta che lo convinci a pagare)

Mi hanno spiegato, pero', che Mamma Germania si e' accorta che il sistema era un po' troppo rigido. quindi hanno introdotto un'eccezione: se sei SIA sordo che cieco paghi solo 60 euro. Ma devi essere sordo E cieco. Se sei solo sordo, o solo cieco, devi comunque pagare 200 euro l'anno.

(Io ora vorrei incontrare la persona che si e' alzata una mattina dicendo: "Allora, i sordociechi forse la tv non la guardano molto, quindi io che sono BUONO gli faccio pagare solo 60 euro all'anno di canone).


Questa persona me la immagino cosi'

Il canone RAI e' solo una delle cose complicate che devo capire vivendo qui. Tutto tende ad essere molto burocratico, e a seguire regole molto precise.

Per esempio, mi sono iscritta ad un corso di Tedesco. La segretaria mi dice che devo pagare l'iscrizione.
"Ok" dico io "va bene la carta o volete un assegno?"
"Nein nein!" dice lei "Ti diamo un bollettino e tu lo paghi"
"Ok, datemelo"
"Nein nein! Te lo spediamo quando e' pronto"
"Posso passare io a prenderlo se volete"
"Nein nein! La procedura dice che dobbiamo spedirlo".

Cosi' ho dato l'indirizzo del mio ufficio. Che e' di fianco a dove si fa il corso di lingua. Anzi, tecnicamente ha lo stesso numero civico. Vorrei vedere la faccia del postino che si ritrova una busta con uguale indirizzo di mittente e destinatario.

Questo postino pero' non c'e' mai stato, perche' in due mesi questo bollettino non e' mai arrivato.
Mi hanno spedito pero' una mail che diceva:
"Frau Giupy, tu hai fatto una cosa molto sbagliata perche' hai messo l'indirizzo dell'ufficio, invece la procedura dice che dovevi mettere quello di casa. Ora quindi devi stampare un formulario, scrivere il tuo indirizzo di casa, firmarlo, scannerizzarlo e spedircelo via mail".

Al che io faccio due metri e dal mio ufficio arrivo alla segreteria (e sono proprio DUE metri, ripeto che e' lo stesso numero civico)
"Ok" dico allora "Sono qui, se proprio non volete darmi il bollettino, ora vi scrivo l'indirizzo di casa cosi' me lo spedite li'"
"Nein nein!" dice la segretaria esasperata "Devi mandarcelo via email, e' la procedura!".

Cosi' io sono tornata nel mio ufficio, ho stampato il formulario, ho scritto il mio indirizzo, l'ho scannerizzato, l'ho spedito per mail, ora mi prepareranno il bollettino, me lo spediranno a casa, io andro' in banca e paghero'. Tutto quando posso portare i soldi a DUE METRI dal mio ufficio. 

Cio' che mi deprime, e' che questo Paese ha un'economia ed una societa' apparentemente funzionanti. 

Foto della spesa di un Tedesco a cui la moglie aveva dato la seguente lista: 1 latte 2 cetrioli 3 burro 4 formaggio 5 pomodori 6 uova



giovedì 8 dicembre 2016

Panettoni&Piromani

La cosa piu' bella di vivere in Germania e' il Natale. Qui il Natale e' portato ad un nuovo ed estremo livello per cui ogni sputo di citta' post-industriale si trasforma da Mordor nel castello della Bella Addormentata, da Blade Runner nel villaggio di Babbo Natale. Per ogni strada pullulano bancarelle, renne, gluhwein, statue terrificanti. Soprattutto gluhwein, che contribuisce a moltiplicare la gente che gira rubizza e cantante.

Tipo con le giostrine cosi' davanti alla stazione

Va da se quindi che il Natale qui sia preso molto piu' che seriamente. Quando ho espresso il desiderio di prendere un albero di plastica (perche' ehi, chi ha voglia di uccidere un'ulteriore pianta - oltre a quelle che gia' uccido perche' mi dimentico di bagnare - e chi ha voglia di stare a raccogliere aghi di pino forever and ever?), sono stata guardata come si guarda la gente che dice "Voglio dare fuoco ad un cagnolino cucciolo e mettere il video su YouTube perche' sono cattivo ahahahaha" oppure "Voglio votare per Donald Trump, anzi no per Salvini, anzi no per Lord Voldemort, per essere sicuri che tutti i Babbani muoiano male"

Essendo che il Natale e' una cosa seria, i Tedeschi (o almeno quelli che ho incontrato finora) sono tutti dei maghi dell'art and craft, della serie che Muciaccia al confronto e' un dilettante, e che MacGyver ha solo da imparate. Tu dai ad un tedesco due rami di pino ed un'ape, e lui ti tira fuori cio':

Che sarebbe l'Adventskranz, la corona dell'avvento (presa da Pinterest)

Questa corona ha quattro candele, che si accendono per le quattro settimane prima di Natale, una alla volta. Le candele sono una cosa che, da quel che mi sembra di capire, i Tedeschi prediligono, visto che le mettono anche sugli alberi di Natale (non vi dico come mi hanno guardata quando ho osato proporre le lucine finte).

E voi direte, ma non e' pericoloso tenersi in casa candele vere accese? 
Si, lo e'.
Infatti, un amico raccontava con nostalgia della sua infanzia, quando i genitori facevano un albero altissimo nel centro del salotto, pieno di candele vere sempre accese.
E di fianco stava un secchio dell'acqua per quando il tutto prendeva accidentalmente fuoco.
"Pero' siamo ancora tutti qui" ha concluso la storia.
Credo questo rientri nella logica dei Tedeschi per cui i bambini vanno temprati alla maniera dei Vichinghi in modo che sopravvivano solo i piu' forti (o i piu' ignifughi, o i piu' veloci a calarsi dalle uscite antincendio).

Alberi e corone pero' non sono l'unica cosa che prende fuoco in Germania a Natale. Infatti, c'e' una bevanda che porta il gluhwein ad un nuovo, meraviglioso livello: il Feuerzangenbowle. 
Il Feuerzangenbowle (parola che ci ho messo tre giorni ad imparare, e che ora non smettero' piu' di ripetere) e' un gluhwein sopra il quale viene posta una grata con questo cono si zucchero

Che si chiama Zuker Hut

Il cono di zucchero viene cosparso di ruhm a 80 gradi alcolico e gli viene dato fuoco.

Anche questa presa da Pinterest, perche' quando l'ho visto preparare avevo troppa paura di venire bruciata per fare foto

Dopo che il Feuerzangenbowle e' pronto, i Tedeschi lo sorseggiano guardando un film che si chiama, a sua volta, "Feuerzangenbowle" (non sono sicurissima che lo facciano TUTTI i Tedeschi, ma l'amica mia me l'ha venduto come una cosa che senza non e' Natale, un po' come il panettone). 

Questo film e' stato prodotto nel 1944, quando i Tedeschi apparentemente pensavano fosse una buona circostanza storica per investire nell'industria cinematografica. Il film parla di un gruppo di uomini che si ubriaca con il Feuerzangenbowle (e fin qui nulla di nuovo sotto il sole, contando gli 80 gradi del ruhm). Uno di questi confessa di non essere mai andato a scuola perche' aveva un tutor privato, e gli altri lo convincono a fingersi uno studente per provare l'emozione di fare gli scherzi sciocchi ai professori (che, mi dicono, la mancanza di disciplina era piu' che tollerata nel 1944). L'uomo decide quindi di pretendere di avere 17 anni nonostante ne abbia 50, ma la cosa gli viene benissimo perche' anche gli altri studenti hanno chiaramente 45 anni, iniziando un trend di attori-anziani-che-fanno-la-parte-dei-giovani culminato in Dawson's Creek. Il film finisce con il tizio che si diverte un sacco e che ci prova con una diciassettenne in un divertente twist pedofilo.

E' un film vero, non me lo sono inventata in preda ai fumi dell'alcol

In tutto questo, il mio livello di tedescosita' e' salito perche' non solo ho gustato il Feuerzangenbowle, ma ho pure comprato un albero vero. Con le radici, cosi' non muore (forse). E l'ho messo in un secchio perche' essere hipster e' cosi' tanto 2016. 

Si chiama Pinuccio e per me e' bellissimo