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domenica 6 agosto 2017

Lamentarsi dell'Italia e lamentarsi della gente

Quando si vive all'estero e si torna in Italia -come ho fatto io ora, giusto in tempo per sfuggire al tempo di Mordor e tuffarmi nella calura Padana -si incontrano sempre delle persone che attaccano con la solita canzone "Aaaaah ma tu vivi in Germania e li' e' tutto bello, tutto funziona, i treni arrivano in orario manco noi nel ventennio".

Uno degli scopi del mio blog, come gia' ho discusso, e' sfatare questi stereotipi. L'estero e' visto spesso come una sorta di entita' con la lettera maiuscola dove tutti stanno a ingozzarsi come maiali e a guadagnare senza far nulla mentre in Italia si suda e si lavora per un tozzo di pane. Odio distruggere i sogni altrui, ma l'estero non e' meglio dell'Italia. Non e' neanche peggio. E' diverso in gradi differenti. Ci sono dei Paesi dove si guadagna di piu', ma fa piu' freddo. Ci sono posti dove la gente e' insopportabilmente altezzosa ma  non si fa mai i cavoli tuoi. In alcune citta' i servizi pubblici funzionano benissimo ma e' pieno di spazzatura. Insomma, ovunque si vada al mondo ci sara' qualcosa che ci piacera' o qualcosa che non ci piacera', e sta a noi prendere le scelte che piu' ci si addicono. Tipo, se ti piace la pasta al forno della tua mamma la domenica e' giusto stare in Italia. Se sei una ricercatrice in scienze sociali e' meglio che te ne vai in Germania. Chiaro e semplice.

(Il discorso e' ovviamente molto generico. Ci sono ovviamente posti che sono una merda e basta. Mi dicono, per esempio, Gerusalemme Est e Busto Arsizio)

Questa e' una foto di Colmar in Alsazia, che e' molto bella

Per esempio, parliamo del glutine. Essendo io una sfigata celiaca, ogni volta che torno in Italia mi sopporto i cori di "poooooverina, chissa' qui com'e' difficile... sara' meglio negli Stati Uniti, no?".
No. 
Premettendo che io non ho girato tutti i posti del mondo, se decidete di essere cosi' sfigati da non poter mangiare il glutine, secondo me conviene nascere in Italia. 

Perche' in Italia esiste l'AIC che e' la mia associazione preferita con la mia pagina internet preferita che ti spiega per filo e per segno cosa e dove mangiare. Ogni volta che giro in Italia ho sempre un'ampia scelta di pasta, pizza, o bar per celiaci, e in ogni supermercato trovo i prodotti senza glutine. Lasciamo stare che se fossi residente in Italia questi prodotti mi sarebbero anche rimborsati.

In Giappone e in Corea, quando spiegavo che non potevo mangiare il glutine, mi guardavano come fossi un'aliena e mi davano cibo Halal (grato ad Allah ma glutinosissimo)
In Colorado chiunque mangiava senza glutine ma solo per stupidita' moda, cosi' i ristoranti spesso servivano piatti "gluten free" cosparsi di pane e nei supermercati a volte prodotti che contengono glutine sono venduti come senza glutine (questo perche' le uova Kinder sono troppo pericolose per essere vendute, ma intossicare gli intolleranti va benissimo).


Ho riflettuto su questa cosa nel fare un piccolo road trip dalla Germania all'Italia passando per l'Alsazia. Che, tra parentesi, e' bellissima, quindi andateci.

Foto di una casa alsaziana con il balcone fiorito, che sono la spcialita' della regione. I comuni hanno anche un numero di fiori che gli sono assegnati in base alla qualita' della vita e della natura


Ho trovato dei posti senza glutine deliziosi, dove ho comprato biscotti, cioccolato, e i macaron. 
I macaron sono la cosa piu' buona del mondo e ora voglio andare tutti i giorni in un posto che si chiama "L'Eden Sans Gluten" che ho visitato una settimana fa ma gia' mi sveglio di notte pensandoci.

Io di solito amo l'anonimato sul mio blog ma vorrei mostrarvi questo selfie di me stessa con il mio migliore amico Macaron prima che lo inghiottissi


Certe volte pero' e' stato difficile, come sempre, considerando per esempio che a Mordor non c'e' nessun ristorante specificamente per celiaci e cosi' lo stesso in molte citta' tedesche.

Certe volte la gente pensa (e pure io pensavo) che la sfiga della celiachia sia non mangiarsi la pizza buona. Che, per carita', manca. Ma quando la gente mi dice "Ah io senza pizza morirei, non so come fai!" mi viene da sorridere. La cosa che mi manca e' fare una vita normale, chissenefrega della pizza.

Il problema maggiore della celiachia, secondo me, non e' la pizza, ma la gente. Che, non so se avete notato, per la maggior parte delle volte e' stupida.

Per esempio, a Trier ho chiesto ad un ristorante se c'era glutine in un piatto e il cameriere ha risposto stizzito "Eh, lo devi sapere tu cosa puoi mangiare, non io!"
Ecco, io lo so cosa posso mangiare. Pero' non so se nella cazzo di salsina al curry ci hai messo la farina per addensare, se l'insalata e' servita con il pane, o se le patate sono gratinate. Ho io potere di leggerti nella mente? Ho io facolta' paranormali datami dal danneggiamento nei miei villi intestinali? Non credo proprio.

In Alsazia, invece, dopo che io ho studiato il menu ampiamente e mi sono preparata tutti le domande da fare, e tutti gli altri hanno ordinato, il cameriere si e' ricordato di avere il menu' con gli allergeni. Non all'inizio, quando sono entrata ed ho spiegato che ero celiaca, ma alla fine, giusto per farmi ordinare dopo tutti gli altri e proprio marchiarmi come quella diversa. Questo menu' ce l'hanno piu' o meno tutti i ristoranti in Germania e in Francia, ma certe volte sta negli angoli umidi e serve come coperta per i cani, e il contenuto e' fatto di numeri e codici da decifrare con la sequenza di Fibonacci. Cosi' ho preso questo menu e mi sono accorta che quasi nulla era senza glutine, nonostante il locale dicesse di essere attrezzato per i celiaci. Cosi' no, non mi manca la pizza, pero' un po' mi manca non poter mangiare una cosa buona quando l'unico piatto che non mi uccide e' la trota con i crauti.

Lasciando stare il ristorante tailandese dove ho chiesto 50 volte se era tutto gluten free e loro mi hanno trattato come una stupida rompiscatole, e invece poi ho visto che usavano della salsa di soja con il glutine. 

Casetta alsaziana molto stretta con i tipici motivi geometrici della regione


In generale, molti camerieri alla parola glutine incrociano gli occhi e/o sbuffano, o dimostrano incredulita' assoluta. Ora, io non voglio giudicare i camerieri. Molti di loro saranno filosofi che non trovano lavoro o ragazzi intelligentissimi che sono finiti a fare quel lavoro per sbaglio. Pero' UNA cosa dovrebbero sapere, e ovvero quello che sta nei piatti che servono. Manco quello si imparano? Non e' che dico che debbano impararsi quattro lingue e prendere un dottorato. Giusto sapermi dire cosa posso mangiare e cosa no, o essere svegli abbastanza da andare a chiederlo al cuoco. 

Queste esperienze riflettono un po' la stupidita' generica del genere umano. Premesso che neanche io sapevo una mazza sulla celiachia quando me l'hanno diagnosticata, non ci ho messo tantissimo a capire che dovevo evitare farina, pane, e pasta.

Capisco che ci siano sempre i dubbi sul pane di farro, ma se potessi ricevere un buffetto sulla guancia ogni volta che mi sono sentita chiedere "Ma le patate le puoi mangiare? E lo zucchero? E mio nonno in carriola? Eeeeeeh ma non so cosa farti" ora avrei uno zigomo scavatissimo.

E quando io paziente spiego "Si si, posso mangiare tutto questo, e' solo farina, pane, e pasta che devo evitare" puntualmente iniziano "Ma la carne la puoi mangiare? E il vino lo puoi bere? E le barre di amianto? Eeeeeh ma non so cosa farti". 
Sono i momenti in cui non trovo per nulla triste mangiare da sola guardando Netflix.

Poi, quando la gente capisce cosa cucinare, iniziano puntualmente a compiere azioni inconsulte, tipo mettere del pane sull'insalata, aggiungere salse glutinose alla carne, mischiare il formaggio con i crostini.

Quando io gentilmente faccio notare che non posso piu' mangiarlo perche' a questo punto c'e' contaminazione da glutine, partono tutti con "Eeeeeeh ma come fai a ricordarti tutto questo?"
Ricordarsi cosa? Che non devo sbriciolare del pane sulle cose che mangio? Eh, l'ho imparato facendo un dottorato.

E poi il tutto si conclude con il solito "Ah, ma come fa il tuo ragazzo, e' un santo!". E partono versi di sgomento quando dico che noi in casa non mangiamo glutine, che i miei genitori e i miei amici fanno pasti totalmente gluten free quando li vado a trovare. Io lo so di essere circondata da persone deliziose e meravigliose, pero' non dovrebbe essere incredibile il fatto che loro mi evitino il pericolo di stare male e prendano consapevolezza del fatto che io abbia una malattia. Voglio dire, conosco gente che non mangia aglio, cipolla e pomodoro perche' non gli piace il gusto e questi cibi sono bannati per tutta la famiglia, pero' io che evito il pane perche' mi erode lo stomaco sono una persona difficile. 

In Italia non e' sempre il paradiso, ma spesso la gente capisce con piu' velocita'. Certo, ho passato una festa di matrimonio orribile dove mi hanno lasciata senza cibo, ma il piu' delle volte i camerieri sanno cos'e' il glutine. La gente vede i prodotti senza glutine al supermercato e me li compra. I posti certificati senza glutine sono tanti e non mi capita quasi mai di dove mangiare l'insalata del supermercato scondita in macchina. 

Insomma, quando vi lamentate dell'Italia, pensate che a volte, per qualcuno -ovvero, per me quando ho fame -e' il Paese migliore del mondo.

(Per quanto l'Alsazia sia bellissima ed e' piena di cicogne) 

Foto di una cicogna, animale bellissimo e maestoso





lunedì 4 luglio 2016

La mia vita & altre sfighe

Questo non e' un post lamentoso, ma piu' che altro un post per raise awareness, come si dice in Inglese (anche perche' in Italiano non mi viene, ma avete capito).

Io ho una malattia, ovvero sono celiaca. L'ho scoperto l'anno scorso e mi ha rovinato la vita.
(Ma come, non avevi detto che non ti lamentavi? Si, ma mentivo)

Ovviamente la celiachia non ti rovina la vita tanto quanto un cancro o la sclerosi multipla o la cicciopelosi a placche o qualsiasi altra malattia peggiore. Pero' voglio dire, pure voi state meglio degli orfani di Bangui eppure vi lamentate di non aver i soldi per due settimane a Zanzibar, quindi ho il mio piccolo diritto a lamentarmi pure io.

Molta gente cerca (inutilmente) di consolarmi dicendo che ci sono tante cose buone senza glutine.
Questa non e' una cosa da dire ad un celiaco, per due ragioni:

1) I cibi senza glutine non sono buoni quanto quelli veri. E' un po' come dire al vostro amico single da una vita che ci sono sempre le bambole gonfiabili. Alle volte incubi in cui mi mangio una Margherita e poi mi sveglio con la bava alla bocca. Pero' questo non e' il problema principale, alla fine e' solo cibo, e il vino e' permesso

2) I cibi senza glutine si possono trovare nell'apposito settore del supermercato oppure nel mio frigo, a casa mia. E basta. Nei ristoranti, nei bar, a casa di gente, mangiare e' un perenne problema. Basta UNA BRICIOLA di pane per stare male. Il glutine e' in moltissime cose che non dovrebbero contenerlo, come per esempio condimenti per insalate, salsa di soya, gelati, e un celiaco non puo' mangiare NIENTE senza leggere gli ingredienti con la stessa attenzione con cui ho riletto la mia tesi di dottorato. Tutto questo condito da gente che ti considera una hipster impazzita, che ti consiglia di provare "solo un pezzettino di torta che male non puo' farti" o che semplicemente ti etichetta come perenne rompipalle. 

Per cui, essere celiaci non e' solo non mangiare la pizza buona e sostituirla con una che sa di suola da scarpa.
E' tornare a casa stanca la sera e no, non poter ordinare del cibo take away
E' uscire dall'ufficio ed essere invitata dai colleghi a cena e dire no, perche' il ristorante dove vanno non ha opzioni gluten free
E' andare ad una conferenza e mangiare il proprio cibo da una tristissima schiscetta mentre tutti si ingozzano ad un buffet buonissimo gratis sbriciolando pane su ogni portata.
E' stare una settimana a Yellowstone e mangiare solo pomodori, carote e mele (GIURO, la prossima persona che mi parla della dieta detox-solo-frutta-e-verdura gli sputo).

Va da se che girare e vedere posti nuovi non e' facile. Specie se sei in Germania e non parli la lingua e la parola "Celiaco" per quanto ti sforzi manco riesci a pronunciarla.
Ma nonostante cio' io non mi perdo d'animo e ogni week end visito delle citta' che non conosco nella bellissima regione della Renania- Westfalia.'

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Alle volte mi va bene e trovo posti per celiaci MERAVIGLIOSI, come mi e' successo a Dusseldorf.

Alle volte pero' penso che la mia vita faccia un po' schifo. Come quando, a Colonia, sono andata in un posto che Google mi dava come "gluten free", e c'erano pure tanti commenti di gente che ne lodava le torte per celiaci. Sono arrivata dopo aver fatto a piedi i 509 scalini per salire sul Duomo, e aver saltato il pranzo. Avrei mangiato QUALSIASI cosa. C'erano in effetti delle torte da bava alla bocca. Ma ho notato che avevano UN SOLO coltello per tagliarle, e il coltello era tutto pieno di briciole. Ho chiesto e mi hanno detto che le cuociono assieme alle torte con il glutine.

Ora, se UNA MICROPARTICELLA di farina mi fa star male, va da se che non posso mangiare torte con sopra briciole di glutine. Va anche da se che devono essere fatte in un forno che non sia pieno di farina. Quindi, se le torte senza glutine non sono per celiaci, per chi le fate? Per i cretini ciccioni che vogliono comunque ingozzarsi di burro e strutto ma si sentono piu' snelli se prendono la versione gluten-free di una cheesecake?

(Momento discovery channel del post: tu, donna ossessionata dalla dieta, tu, uomo fissato con il fisico: NO, eliminare il glutine NON FA BENE, anzi, i cibi gluten free oltre che cattivi sono piu' grassi e malsani. Se non sei celiaco, non mangiarli, non importa che dicono le Kardashian)

Alle volte pero' il mio problema non e' solo il fatto che i posti per celiaci in realta' non lo sono e io devo stare a bere caffe' guardando gente che si ingozza di torte buonissime, ma e' anche che in Germania i posti seguono orari un po' particolari.

Ora, a me piace il fatto che la domenica i negozi siano tutti chiusi. E' una piccola resistenza contro il capitalismo. Alla fine la spesa la posso pure fare il sabato (dice colei che si e' mangiata la verdura scondita perche' non aveva piu' olio l'ultima domenica). Pero', com'e' possibile che a Dortmund ci sia UN locale gluten free e che sia chiuso sia di Sabato che di Domenica? Ma lo sapete che se fate i ristoratori, mi spiace dirvelo, ma lavorare un pochino il week end vi tocca? 

E soprattutto, se i locali chiudono di domenica, i Tedeschi che fanno nei loro week end? Stanno a casa a mangiarsi i crauti? Probabilmente si, perche' domenica scorsa ero a Krefeld, e nel mangiare il mio panino senza glutine su una panchina del centro deserto, ho pensato che raramente avevo vissuto momenti piu' tristi.
Poi mi sono accorta che davanti a me c'era un piccione morto.

In tutto questo, ho fatto un'assicurazione sanitaria che apparentemente mi copre l'omeopatia e l'agopuntura ma non i cibi senza glutine. Ovvero, questo stato reputa piu' intelligente passarmi gratis il mettermi degli aghetti in testa o bermi dell'acqua sporca la cui efficacia non e' garantita da nessun tipo di ricerca scientifica seria e non mi aiuta a pagare i cibi senza glutine che devo mangiare per forza e che costano il doppio degli altri? Cioe', e' piu' indietro dell'Italia? 

Detto cio', vorrei comunque gioire del fatto che se non altro i supermercati sono ben forniti di cose senza glutine e ho trovato delle caramelle che posso mangiare. Che rendono la vita un po' migliore, ma voi cercate comunque di non nascere celiaci che e' meglio non esserlo. 

(Disclaimer: Non e' che io volessi fare pubblicita' ad Isabella Gluten Free a Dusseldorf, ma ehi, se siete celiaci e ci passate, e' buonissimo. Giuro che non mi pagano, eh)