Post più popolari

venerdì 26 agosto 2016

PhD... E dopo?

(Ovvero: i saggi consigli di Giupy su che fare dopo il PhD)

Certe volte ricevo commenti ed email di gente che mi chiede consigli. Queste cose mi riempiono di orgoglio perche' cosi' posso vestire i panni di quella che puo' dare consigli agli altri, che e' un po' il sogno segreto di ogni intellettuale di sinistra in erba. Soprattutto, dopo questo post scritto ormai quattro anni fa, molti mi hanno chiesto consiglio sul dottorato.

Ora, molte volte non sono stata utilissima alla gente che mi contattava. Molti mi prendevano per una tuttologa (che dico di essere, ma purtroppo non sono) chiedendomi cose tipo "Io ho un master in fisica nucleare, in che universita' mi conviene far domanda?" (E chenneso', io faccio scienze sociali) o "mi puoi dire come trovare una borsa di studio per fare medicina a Yale" (Gia', perche' io sono il FMI in incognito).

Quello che ho notato, e' che per molta gente non era tanto una questione di cose pratiche (esami, lettere di ammissioni), quanto di motivazione. Io ho letto due libri di Freud quindi millanto di essere una psicologa (oltre che tuttologa), pero' chiaramente non posso aiutare gente che mi dice "Non so se me la sento di lasciare i miei genitori e il gatto Fifi per andare oltreoceano". Io posso dire cio' che mi sentivo io, che ne so di quello che va bene per gli altri?


Mi rendo conto che pero', per molte persone, la motivazione e' legata alle possibilita' che si hanno DOPO un dottorato. Il che e' una domanda piu' che legittima: dopo che ho investito sangue sudore e anima in un PhD, che con le unghie, i denti, pillole antidepressive ed amici immaginari ho finalmente finito, che faccio? L'operatrice di call center? ("Buongiorno, sono DOTTORESSA Bianchi, posso parlarle delle nuove offerte Vodafone?)


Phd Comics ha sempre ragione


Qui la faccenda si fa un tantino piu' complessa, perche' ci sono molte possibili strade da prendere dopo il PhD. Per molte persone e' una scelta estremamente complessa, ma non lo e' stata per me. Ho deciso che volevo tornare in Europa, ho mandato 5 curriculum ad annunci che trovavo per caso e, sei mesi prima di finire dottorato, mi hanno chiamata per annuncio che avevo trovato su Facebook. Era il postdoc che volevo fare, e mo sto in Germania. Lo so che la faccio sembrare facile. Lo e' stato per me, ma io ho molto culo. Faro' qui un elenco sommario di cosa e' possibile fare/ non fare dopo il PhD. Per quanto non sia assolutamente una lista esaustiva, spero che possa essere utile.




CHE FACCIO DOPO IL PHD?

 Per prima cosa, il "cosa faccio dopo" e' una cosa che decidi PRIMA di finire. Negli Stati Uniti, dopo che hai fatto il coprehensive exam (detto comps), che io ho fatto al terzo anno, diventi ABD (All But Dissertation). Quando sei a questo livello puoi iniziare a mandare in giro curricula (che in America si chiama "resume") e fare colloqui. Non so esattamente come funzioni in Europa, ma credo che pure qui tu possa iniziare a cercare prima di aver finito. Certo, molta gente preferisce concentrarsi solo sulla tesi, e magari prendersi un po' di tempo dopo il dottorato per rilassarsi/ viaggiare/ leggere Topolino. Se avete disponibilita' economica fatelo, senno' bevete un altro caffe' e iniziate a guardare annunci gia' durante il vostro ultimo anno di dottorato.



A questo punto, dovete farvi una domanda molto importante: Io, che voglio fare nella vita?
A questa (apparentemente complicata) domanda, ci sono due risposte:

1) Voglio andare il piu' lontano possibile da universita', accademia, professori e tesi. Non voglio piu' scrivere una singola parola o leggere un singolo libro.


In questo caso, bisogna cercarsi un lavoro. Molta gente si chiede: ma dopo un dottorato, rimarro' bloccato in universita' per sempre finche' non troveranno il mio scheletro con il dito sulla macchinetta del caffe'?
No. Conosco gente che dopo un PhD e' andata a lavorare per la Toyota, o a fare esperimenti in laboratori privati, o a fare ricerca per centri di statistica, o a fare l'avvocato. Pure a fare altro perche' ha scoperto di avere altre vocazioni.
Ovviamente, il successo o meno dell'operazione dipende da che tipo di background hai e quanto hai voglia di metterti in gioco (se sei un grecista forse non troverai un lavoro di interprete dal Greco antico, ma sicuramente potrai usare altre skills apprese durante il dottorato, tipo l'insegnamento).

Negli Stati Uniti, specie per chi ha fatto studi scientifici, spesso le ditte cercano gente con il dottorato e la pagano pure di piu'. In Europa non sono cosi' sicura, ma vuoi mettere il lustro di potersi chiamare "Dottore"? Quello che e' certo, e' che un lavoro fisso da uno stipendio fisso, che spesso e' un grande vantaggio dopo quattro (Cinque? Sei?) anni di dottorato.

2) Il Dottorato mi ha reso ancora piu' convinto di voler diventare Professore!

Il percorso naturale del dottorando e' quello di rimanere in Universita'. Purtroppo, pero', bisogna considerare una cosa: ci sono molte piu' persone con un dottorato che posti da professore. Quindi bisogna armarsi di pazienza e prepararsi alle delusioni. Soprattutto, capire che grossomodo ad un neodottorato si preannunciano tre strade:


- Tenure-track Questa cosa e' soprattutto per le universita' americane, anche se ora certi Paesi europei stanno introducendo il modello. Praticamente, e' la cosa migliore che puo' accadere ad un dottorando, una sorta di indeterminato in termini accademici. Non e' proprio-proprio un indeterminato: si e' assunti si con titolo di professore (di solito il titolo e' Assistant Professor, ma a seconda dei sistemi potrebbe essere Lecturer, Junior Professor etc etc). Di fatto, l'universita' ti assume e si impegna a tenerti per sempre (cioe' darti una "tenure", con cui diventi professore a tutti gli effetti, di quelli che possono aggrapparsi alla cattedra e non andarsene mai piu', manco quando hanno seicento anni e una semiparesi). Ovviamente, in cambio tu devi dimostrare di valere come professore e come ricercatore, quindi essere all'altezza di insegnare e pubblicare.




Per ottenere una tenure track, il primo step e' mandare il resume, accompagnato solitamente da due o tre lettere di referenze, una pubblicazione, una lettera di intenti, un progetto di ricerca (o in generale un sunto degli interessi di ricerca) e una lettera in cui si descrive la propria Teaching Philosophy. Quando ti chiamano, il colloquio puo' durare fino a TRE o QUATTRO giorni ed includere una lezione agli studenti e una presentazione del proprio lavoro. Io ho fatto l'application per tenure track solo in un paio di universita' americane in Europa, e non e' andata bene (Senno' sto blog si sarebbe chiamato "Sono una professoressa a Parigi, Dio quanto sono piu' figa di tutti gli altri").

Per cui, per informazioni dettagliate sul processo, vi rimando ad un sito piu' mirato: The Professor Is In
(Per inciso, non e' che io voglia fare pubblicita' a questa tipa. Ho comprato il suo libro ed e' utile, anche se un po' irrealistico: secondo lei, per trovare una tenure-track al primo colpo devi aver fatto Yale, insegnato 55 classi diverse, pubblicato in almeno trecentocinquanta riviste, essere andato a TUTTE le conferenze al mondo, aver imparato a dormire un'ora per notte con un occhio aperto e a stare in bilico su un piede solo come i fenicotteri, ed essere pure una bella persona)

Puo' sembrare snervante, ma giuro che ho amici e colleghi che hanno trovato tenure-tracks molto buone senza avere poteri paranormali, quindi e' possibile. Piu' possibile con una Green Card o un passaporto americano, anche se molte universita' sponsorizzano il visto. Lo stipendio e' di solito buono e si puo' negoziare, ma ricordatevi che se volevate diventare ricchi dovevate fare gli economisti a Wall Street o i figli di Trump, non il dottorato. 

- Postdoc: Nel caso voi non abbiate fatto Yale, imparato a stare su un piede solo etc etc, e' possibile che la ricerca di una posizione da Assistant Professor non vada a buon fine. Oltretutto, in Europa molte universita' non hanno questo sistema. La soluzione, a questo punto, e' fare un postdoc.



Il postdoc e' quello che sto facendo io. Nel mio caso, e' un contratto a tempo determinato in cui c'e' solo da fare ricerca, e non insegnamento (quindi si, arrivo in ufficio alle undici e se voglio dormo a meta' pomeriggio, il che e' un po' il paradiso del narcolettico). 

 Ci sono vari tipi di postdoc: alcuni richiedono di insegnare, altri sono legati a specifici progetti (come nel caso dei progetti Europei), alcuni possono durare piu' anni. Negli Stati Uniti i postdoc sono meno comuni, di solito sono solamente per le materie scientifiche (per quanto ora si stiano diffondendo di piu'). il postdoc puo' essere utile per pubblicare libri e articoli e prepararsi al concorso per diventare professore, che e' in vigore in quei Paesi dove non c'e' il sistema di tenure track, come l'Italia o la Germania. 

Ora, io per il mio postdoc ho risposto ad un annuncio e ho mandato piu' o meno tutti i documenti richiesti per una tenure track, ma il colloquio e' fortunatamente stato solo di un'oretta. Da quello che so, in molti Paesi (tipo l'Italia), il postdoc e' la continuazione naturale del dottorato: una volta che discuti la tesi rimani li' come un lichene su un sasso e il professore con cui lavoravi ti trovera' dei soldi (oppure no, ma tu dovrai restare li' comunque come un lichene piu' povero). Negli Stati Uniti, invece, non e' visto di buon occhio rimanere nella stessa universita' dove si e' fatto il dottorato, e quindi bisogna trovare un postdoc altrove. 

Il postdoc puo' essere pagato molto bene, o anche molto male, a seconda dei posti dove lo si fa/dal culo che si ha. Nel mio caso, per esempio, ho il vantaggio di essere regolarmente assunta e quindi con diritto a ferie, malattie, pensione, disoccupazione. Ricordatevi comunque che se volevate diventare ricchi dovevate fare gli economisti a Wall Street o i figli di Trump, non il dottorato. 

- Adjunct Professor: Questo e' il tipo di lavoro per cui insegni dei corsi ma non sei ne' un professore ordinario, ne' in una tenure-track o in un postdoc. Puo' avere diversi nomi, ma di base e': l'universita' ti paga per fare i corsi che ha bisogno di offrire come una sorta di mercenario dell'accademia, e quando poi non ha piu' bisogno #CIAONE


Essere Adjunct Professor e' un tipo di carriera che preferirei evitare (anche se poi oh, magari tra due anni si secca la fonte della fortuna e lo faro'). E' vero che da il vantaggio di rimanere in universita' e fare esperienza di insegnamento, ma i corsi tendono ad essere pagati molto poco, e solamente durante il semestre (d'estate, quindi, pane&acqua). Di conseguenza, si finisce spesso per insegnare molti corsi e perdere un sacco di tempo con studenti che frignano perche' "Volevo A e tu mi hai messo B, lo dico a mamma'". Per quanto insegnare sia importante, quello che conta di piu' in Universita' sono le pubblicazioni, che spesso un Adjunct non ha tempo di fare. Il concorso per diventare docente, infatti, cambia da Paese a Paese, ma e' basato sul numero e la qualita' delle pubblicazioni. Ovviamente, un paio d'anni di Adjunct non precludono di poter entrare, in futuro, in una tenure-track nel caso si apra una posizione nell'universita'. Per gli stranieri negli USA, pero', puo' essere problematico perche' lo stipendio da Adjunct potrebbe non essere abbastanza per il visto. 

Considerate queste tre opzioni, vedo balenare una domanda nei vostri occhi:
Dove trovo gli annunci di lavoro?

Ci sono diversi siti che si possono consultare, come The Chronicle of Higher Education, o Academic Positions. Come dicevo, io studio media e quindi OVVIAMENTE ho trovato lavoro su Facebook (giuro, se avessi ricevuto un euro per tutta la gente che pensava scherzassi, mo' me ne starei ai Caraibi). Per quanto magari i Social Network non siano il posto ideale per trovare lavoro, io darei comunque un'occhiata a Linkedin e Academia.edu, che spesso hanno annunci. In ultimo, mi sono iscritta ad una serie di mailing list su temi che mi interessano (ne ho una di Cultural Studies che manda una mail ogni 5 secondi, quando apro gmail lo trovo sempre affranto), e spesso mandano anche annunci di lavoro nel settore.

Spero di essere stata utile. Nel caso la vostra esperienza sia diversa/ abbiate altre domande, commentate pure. Con moderazione, che domani vado in vacanza. 





12 commenti:

  1. Oh brava Giupy, proprio il post che stavo aspettando! Mi mancano giusto quei 3-4 anni all'addottoramento e non vorrei arrivarci impreparata.

    RispondiElimina
  2. Ma quindi io che alla mia veneranda età mi sono appena laureata e SE ho culo il dottorato lo inizierò tra un anno posso tranquillamente abbandonare ogni speranza? XD oh, io ci provo. Al massimo mi sposo un miliardario e faccio la mantenuta!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma no dai, non volevo risultare deprimente... e poi qualsiasi lavoro richiede impegno e gavetta, no?

      Elimina
  3. Io sono di quelle che finito il PhD non vorra' piu' avere a che fare con libri, professori e quant'altro! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sa che ce ne sono tanti :)....

      Elimina
  4. Quindi, negli States, è difficile ottenere una tenured-track position in ambito umanistico?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In sintesi, si. Pero' e' difficile pure in Europa. Pure in ambito scientifico... (mi spiace essere cosi' disfattista, ma e' giusto avvertire la gente...)

      Elimina
  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  6. Mi era stato detto, che molto spesso chi non ottiene una tenured-track position è perché si rifiuta di andar a lavorare in college/università poco rinomate Mi spiace assillarti, ma dopo un post-doc sarebbe più semplice ottenerla (eventualmente anche in Italia)? Grazie per la tua disponibilità!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In Italia non ci sono le tenure-track, e se vuoi rimanere in Italia la cosa migliore e' farci anche il dottorato. Molta gente anche negli USA fa post doc perche' cosi' e' piu' semplice ottenere una tenure-track (non che ci voglia un postdoc, ma ovviamente se si ha piu' pubblicazioni/esperienza si ha piu' possibilita' di essere presi). Il fatto delle universita' poco rinomate non so bene... come scrivevo io non ho fatto una Ivy League (che ti da accesso a lavori piu' prestigiosi) e non ho fatto molte domande di lavoro. Puo' darsi che sia vero, ma ho visto molta gente fare l'adjunct perche' non trovava una tenure-track, e immagino che non avrebbero certo rifiutato un'universita' poco prestigiosa. Pero' ripeto, ci sono piu' dottorandi che tenure-tracks, e questo purtroppo e' un dato di fatto....

      Elimina
    2. Grazie Giupy. Gentilissima! Buona fortuna in tutto :)

      Elimina