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lunedì 16 ottobre 2017

Me, too

Ho visto tanti contatti sui miei social networks, uomini e donne, scrivere "#MeToo" sulle loro bacheche. Questo e' quello che ho postato io su Facebook:



In Italiano:

Ho esitato a postare questa cosa. Si, mi e' capitato di avere gente che mi urlasse cose per strada e sessismo al lavoro, ma ho pensato che non fosse abbastanza per scrivere "me, too". Ho pensato che, in qualche modo, fosse colpa mia.

Era colpa mia perche' a volte le mie gonne sono troppo corte, i miei tacchi troppo alti, le mie labbra troppo rosse e le mie magliette troppo strette. Perche' sono troppo amichevole, sorrido troppo, parlo troppo e non indosso un anello. Perche' mi piace ballare, bere, ridere, divertirmi, camminare da sola.

Era colpa mia perche' spesso non sono stata in grado di reagire quando la gente mi urlava cose per strada o mi infastidiva al lavoro. Sentivo che era sbagliao ma non ho mai avuto il coraggio di dire che era sbagliato. Mi sembrava solo un effetto collaterale che dovevo sopportare per essere considerata attraente, essere notata, acquisire un potere che altrimenti non sapevo come ottenere. 

E avevo paura che parlarne avrebbe reso tutto piu' reale, tutto piu' colpa mia. 

E nello scrivere queste parole capisco che non e' colpa mia. E che devo scrivere, come molte altre donne, "me, too".


Ho letto cose molto belle scritte da tanti miei contatti. Gente che faceva notare che anche gli uomini spesso, troppo spesso, subiscono abusi e per loro e' ancora piu' difficile parlarne che per le donne. Che tante vittime di traumi non posteranno un #MeToo perche' non riescono a parlarne, e non si puo' chiedere alla gente di condividere storie che non si sentono pronti a raccontare. Che e' giusto descrivere le proprie esperienze sui social networks ma bisognerebbe fare qualcosa di piu'.

Io mi chiedo spesso che cosa posso fare. E mi ritengo molto fortunata, perche', come scritto nel mio status di Facebook, non ho grandi traumi ma *piccole* orribili storie.

Mi ha fatto venire in mente un episodio che non riguarda nessuna molestia diretta per fortuna, e che avevo descritto qui. In breve, avevo notato che nel mio gruppo di lavoro le donne tendevano a non parlare, a intervenire poco, e la comversazione era sempre dominata dagli uomini. 

Dopo aver pubblicato quel post, ne ho parlato ad un piccolo meeting interno con colleghi, tre uomini ed una donna. La premessa e' che sono tutti persone molto intelligenti che non farebbero mai delle discriminazioni in modo diretto, quindi non ho nessuna intenzione di parlar male di loro, ma piu' che altro sono stata sorpresa da alcune delle loro reazioni quando ho detto che secondo me nel gruppo di lavoro non c'era parita' di genere. 

Uno mi ha dato ragione, e mi ha fatto molto piacere.

Uno si e' sorpreso e ha detto che non se n'era accorto, e che secondo lui non era un problema di genere, ma dipendeva dalle singole persone. Che, per carita', puo' pure darsi. Non e' che il patriarcato sia la colpa di tutto (per quanto ehi, di tanto si)

Uno ha detto che c'erano comunque delle discussioni interessanti e costruttive nel gruppo, specie grazie ad un professore uomo, che chiameremo il Troll.
Io ho fatto notare che, secondo me, il Troll era proprio il problema. E' un uomo estremamente intelligente, di una certa eta', ma che deve continuamente interrompere le persone, degradarle con commenti derisori, intervenire con opinioni non richieste. Va da se', che con le donne tende a farlo di piu'. Una persona cosi', ho detto io, non favorisce una bella atmosfera per lavorare, e non aiuta un rapporto equilibrato tra i generi.

Tutti i colleghi si sono stupiti. Ma come, il Troll e' cosi' famoso nel suo campo. Cosi' intelligente e, inevitabilmente, sarcastico e pieno di humor, hanno detto. Certo, un po' quella tendenza a contraddire gli altri. Praticamente avere come collaga Sgarbi con una dose di troppo di testosterone.

E poi l'unica collega donna presente al meeting ha detto, alla fine il Troll e' cosi' e non lo si cambia. E ha anche aggiunto, e' da anni che questi discorsi vanno avanti, sulla parita' di genere, ma guarda che gia' le cose sono migliorate tantissimo, non hai idea di come fosse dieci anni fa.

Ed e' quest'ultima cosa che mi fa pensare.
Certo, il Troll non molesta nessuna, ha "solo" un atteggiamento maschilista ed irrispettoso. Ma chi l'ha detto che gli uomini non si cambiano?

E certo, ora stiamo meglio di come stavamo prima. Votiamo, lavoriamo, ci candidiamo alle elezioni (e talvolta le perdiamo contro il re di tutti i Troll), ci mettiamo i pantaloni, siamo autonome ed indipendenti. 

Pero' poi, sulle bacheche dei social networks, andiamo a scrivere "#MeToo".

Forse gli uomini dobbiamo cambiarli
Forse il fatto che le cose vadano meglio non vuol dire che non dobbiamo fare di piu'.
Perche' se davvero e' un'esperienza che hanno tutte le donne al mondo, allora il mondo deve cambiare. 




martedì 10 ottobre 2017

Pirate Metal

A me sono sempre piaciuti i pirati.  Probabilmente perche' mi piace fare molte delle cose che nella pop culture si associano ai pirati: viaggiare, nuotare ai Caraibi, bere Mojito, parlare male della corona Inglese, passare del tempo con Johnny Depp, invocare il Kraken contro la gente che mi sta sulle scatole.

Oltretutto, nella storia ci sono state diverse piratesse donne che posso prendere a modello per una futura carriera, nel caso con l'universita' non funzioni. Ricordo quando stavo a Bruxelles di aver trovato un annuncio per lavorare come Pirate Advisor in Somalia, e tengo ben aperti gli occhi nel caso me ne capiti uno nuovo.

Insomma, essere un pirata e' bello, come spiega questa canzone:



Anche se vivo a Mordor e non ai Caraibi, ho trovato comunque diversi pirati anche in Germania. Per prima cosa, ovviamente, c'e' il Pirate Party, ovvero un partito politico che si basa sulla pirateria. E figurarsi se io non sono d'accordo. Sono soprattutto favorevole a piratare quelle riviste che per pubblicare non mi danno manco un soldo, ma anzi vogliono che io paghi per rendere accessibili i miei stessi articoli. Viva viva la pirateria digitale.

Foto fatta per strada, che dice "scegliete la protesta, no nazisti", e il tizio sembra il nerd che vive nell'appartamento sotto il vostro, pero' incazzato

Poi, in Germania sono andata per la prima volta ad un concerto Pirate Metal, genere qui popolare. E voi direte, che caspita e' il Pirate Metal? Proprio quello che sembra: gruppi (uso il plurale perche' si, ce n'e' piu' di uno) che fanno canzoni sui pirati.

Ora, io sono da dodici anni che sto con un metallaro ma non ero mai stata ad un concerto metal, un po' perche' non e' il mio genere, un po' perche' pure lui si e' tagliato i capelli e ripulito solo per questa cosa capitalista di essere assunto ai colloqui di lavoro. Anche se il giorno del concerto metal aveva un meeting con un tizio importante ed e' arrivato con il completo e le scarpe eleganti.

Come siamo entrati, abbiamo notato che tutti ci guardavano. Inaspettatamente, non perche' indossassimo dei cappelli da pirata e delle bende sull'occhio con i teschietti (anzi, un sacco di gente e' venuta a darmi il cinque e c'era anche un tizio con tutto un costume da pirata), ma per quello che indossavamo OLTRE i cappelli. Compagno, ovviamente, perche' stava vestito come il piccolo Lord in gita al fiume la domenica. Io, invece, non ho capito subito perche' suscitassi interesse.

Ci ho messo un attimo, ma poi ho afferrato: erano quasi tutti uomini. Un grande, gigantesco, enorme festival della salsiccia. Anzi, del currywurst. Le (poche) donne che c'erano erano tutte piu' grandi di me. Facciamo qui una digressione: io sono alta 170 centimetri e peso 60 chili, quindi non sono esattamente Memole che vive negli alberi. Pero' qui in Germania un po' mi sento cosi', specie a questo concerto dove tutte le ragazze erano delle valchirie bionde che sarebbero potute sedermici sopra e neanche accorgersi.

Quindi, tutti mi guardavano perche' ero praticamente la Puffetta del concerto. Io invece non guardavo nulla se non delle nuche sudate perche' ovviamente se le donne erano tutte il mio sargofago, gli uomini erano praticamente delle repliche del Grande Gigante Gentile, con in piu' barba lunga, capelli lunghi, e panza da birra.

Prima che il concerto iniziasse i tecnici del suono hanno iniziato a mettere musica pop anni 80, e credo che l'unico scopo fosse vedere i giganti barbuti canticchiare gli Spandau Ballet e prenderli per il sedere. 

Il concerto era di un gruppo scozzese che si chiama Alestorm. Il cantante e' arrivato sul palco vestito con un kilt, mentre il tastierista era piu' magro del mio braccio e piu' pallido della mozzarella che ho mangiato per pranzo, pero' cantava in growl. Il chitarrista mette like ai miei post su Instagram. In piu', sul palco stava una papera gigante. 

Papera gigante ad un concerto metal senza apparente ragione

Abbiamo quindi capito che non dovevamo sentirci intimiditi per il nostro aspetto. Nonostante cio' compagno e' andato a comprarsi una maglietta del gruppo con scritta la celebre strofa "We are here to drink your beer", diventando una versione molto piu' piccola di tutti i GGG presenti al concerto. Oltre a parlare di birre rubate, gli Alestorm parlano di pirati che vanno in vacanza in Messico, di pirati che bevono alcol, e di insulti generici.

Quando hanno iniziato a cantare mi sono messa a ballare felice come farebbe Puffetta ad un concerto di polka. Alla fine questi sul palco c'hanno una papera, non e' che le cose saranno mai troppo aggressive, o no? Invece alla prima nota tutti i Grandi Giganti Gentili si sono messi a pogare tra loro, mimando cosi' la celebre carica degli gnu del Re Leone. Io, chiaramente, mi sentivo una piccola pulce sulla criniera di Mustafa.

In pochi secondi i membri del pubblico sono passati ad essere dei Grandi Giganti Sudati e poi dei Grandi Giganti Senza Maglietta. Mi sono qui trovata ad affrontare un dilemma che non pensavo di dover mai pormi: meglio morire schiacciata tra due elefanti, o essere strusciata contro la pancia sudata e pelosa di uno di essi? In compenso , l'odore che aleggiava per la sala, tra birra e sudore, e' diventato quello che realisticamente ci si puo' aspettare dalla cambusa di Barbossa dopo sei mesi in mare. 

Ad un certo punto il cantante con il kilt ha annunciato che gli spettatori erano 666 (secondo me se l'e' inventato, ma spero di no) e ha invitato tutti a mettersi su due file. I Grandi Giganti Tedeschi hanno subito obbedito, eccitati di poter fare una fila. Poi, il cantante ha invitato le due file a spiaccicarsi l'una contro l'altra del mezzo della sala e mentre io pensavo "sviluppiamo delle zampette da geco per arrampicarmi sul soffitto", il mio compagno ha sentito l'anima metallara risvegliarsi dopo anni di sonnecchiamento e si e' buttato nel pogo. L'ho guardato scomparire tra due panze e ho pensato che non l'avrei mai piu' rivisto.

Invece e' riemerso, sostenendo che l'asticella degli occhiali era sbilenca gia' da prima. In compenso, alcuni dei Grandi Giganti Gentili hanno preso a salire sulle spalle dei loro compari e fare crowd surfing. Essi venivano portati direttamente sotto il palco dove l'uomo della security, che era un fan degli Alestorm, li intercettava. Costui era il grande re di tutti i Giganti, praticamente Wun Wun con i mammuth, e li prendeva in braccio come fossero stati dei fuscelli per rimetterli a terra.

Insomma, malgrado Giganti e sudore, sono uscita dal mio primo concerto metal con la voglia di farne subito un altro. E non dimentichero' mai lo sguardo della signora che si e' trovata sul bus con tutti noi che tornavamo dal concerto, e canticchiavamo "Piracy is a crime and crime doesn't pay, so we go home poor at the end of the day" 


E quindi niente, se non mi rinnovano il contratto di lavoro mi troverete con la mia temibile ciurma a depredare il fiume Ruhr. 

martedì 3 ottobre 2017

Riscrivere le nostre biografie

Oggi e' l'anniversario dell'unificazione della Germania. Questo significa che e' un giorno di vacanza, se solo in vacanza ci andassero pure le mie deadline e quella vocina nell'orecchio che mi sibila perennemente "You should be writing"

Ma non parliamo di me, parliamo della Germania. Perche', come gia' scrissi un anno fa, sono molto affascinata dalla vita in questo Paese prima che il muro cadesse, perche' mi sembra che sia tutto molto vicino nel tempo e nello spazio. Voglio dire, io avevo quattro anni e facevo la baby Carrie Bradshaw a New York quando il muro ancora era in piedi e divideva famiglie intere.


Per condire il post foto random di una grandissima band tedesca, Dschinghis Khan


Per questo motivo mi sono messa a guardare su Netflix due telefilm che consiglio a tutti coloro che vogliono guardarsi delle cose in Tedesco e non hanno voglia di farsi una dose di Hitler (ma comunque vogliono guardarsi cose pesanti e angoscianti, che sia mai diventiamo felici): Weissensee e Der Gleiche Himmel. Mi hanno preso cosi bene (dopo una certa dose di monnezza crucca) che li guardo anche se sono solo in Tedesco, con il risultato che non so chiedere "dov'e' il bagno", ma ora chiamo tutti "Genosse", "compagno". Carletto sarebbe fiero di me.

Da quando sono in Germania ho iniziato a conoscere gente che questa vita l'aveva vissuta, e non erano anziani partigiani di un'altra epoca, e' gente della mia eta' o poco piu' grande, che per qualche stranezza del destino e' nata dalla parte del muro che ora e' sbagliata.

Una mia collega, per esempio, mi ha fatto riflettere su una cosa. Nei miei telefilm di Netflix ovviamente ci sono i Tedeschi di Berlino Ovest che stanno da paura, si mettono i pantaloni a zampa e ascoltano Bob Dylan, mentre quelli della Berlino Est sono delle povere vittime che ad ogni starnuto sono messi in prigione e torturati e scavano dei tunnel con le unghie pur di avere un assaggio di capitalismo.

Pero' la mia collega mi ha detto, "finche' andavo a scuola, per noi il male era l'Ovest. Ci insegnavano che il nostro stile di vita era quello giusto. Poi all'improvviso ci e' stato chiesto di dimenticare tutto quello che avevamo imparato. E cosi' da un giorno all'altro il nostro nemico non era piu' un nemico, e abbiamo dovuto riscrivere le nostre biografie".

E li' mi sono fermata un attimo a pensare: la storia non e' mai neutra. La storia la scrivono i vincitori. E ha vinto l'Ovest, il suo stile di vita, e di conseguenza e' quello giusto. Pero' se avessero vinto dall'altro lato, ecco, ora saremmo tutti qui a disprezzare il consumismo e gli Americani (voglio dire, piu' di quanto gia' facciamo da quando hanno eletto il cavernicolo dalla faccia di plastica).

(Disclaimer: oh, voi lo sapete che c'ho il Manifest der Kommunistischen Partei appeso in sala, ma ora non venite a dire che Giupy vorrebbe i Gulag. Sono tanto felice di poter dire e scrivere tutte le cretinate che penso senza che il mio compagno di ufficio mi denunci e mi mandi al gabbio. Sono pure felice di avere i negozi di vestiti e i centri commerciali e i McDonald's, che mi fanno schifo, ma mi piace il scegliere di schifarli. La mia e' una riflessione su come si guarda la storia)

E cosi' la Germania Ovest, quasi trent'anni fa, ha accolto la sua meta' Est. E la Germania Est ha cambiato tutto. Si sono adattati bene?

Pare di si.
Tranne per quel problemino che, i colleghi mi spiegano, sono un tantino meno multiculturali di Bochum. Un tantino meno aperti di mente.

Che e' una sorta di eufemismo che uso in questo giorno di festa per indicare il fatto che la Germania Est pare sia un maledetto covo di gente di Pegida che vive in casermoni sovietici e si veste con i pantaloni di fustagno. Presente che nell'ultimo post mi lamentavo di tutti i fascisti in Germania?


Pero', si sono affrettati a dirmi i colleghi, la Germania Est non e' cosi' male se paragonata al MALE, la FECCIA, l'ONTA: la Baviera.
Ora, oltre che tempo di unificazione e' pure Oktoberfest, per cui la Baviera e' famosa. Io non ci sono mai stata, ma me l'immagino come un luogo di allegria, birra e vestiti scemi.

Invece, per qualche motivo, ogni volta che la nomino qui a Bochum da come reagisce la gente sembra che dica "SATANA SEISEISEI!". E da quello che mi e' stato detto, e' perche' sono molto Cattolici (e qui ho sorvolato sul fatto che io vengo dall'Italia, in provincia del Vaticano). E perche' un tempo erano poveri, ma ora si sono arricchiti, e sono rimasti un po' provinciali e un po' chiusi di mente. E poi qui mi dicono che la birra bavarese non si deve bere perche' va bene solo la Fiege, la birra locale. Che detto ad una celiaca e' proprio rilevante. 



Va da se che la gente che mi dice queste cose e' innamorata della regione di Bochum, la RuhrPott, che e' praticamente Mordor del Signore degli Anelli ma ha questa working class culture per cui tutti vanno a bersi le birre Fiege nei pub e si vogliono bene, non importa il colore della pelle o il credo o la classe sociale, basta bere e cantare.

Quindi con questo post, dico con gioia, viva la Germania, la Germania tutta intera (da leggersi con l'intonazione di De Gregori)





(Parlando della Germania Est ho anche scoperto perche', nonostante quello che noi ci si aspetti, in realta' molti Tedeschi che ho trovato a Berlino -e non solo -non parlano Inglese: nella Germania Est si studiava il Russo. Io non parlo il Russo, ma pare che sia addirittura piu' complicato del Tedesco, quindi un motivo in piu' per gioire del fatto che la storia e' andata com'e' andata...) 

mercoledì 27 settembre 2017

Angela, Martin, e i Nazisti

Nel corso dell'ultimo anno e mezzo, abbiamo assistito impotenti al mondo che doveva scegliere se eleggere Voldemort o Dolores Umbridge, se annettersi al Regno di Mordor o votare per Sauron, se farsi governare da Ramsey Bolton o da Geoffrey Baratheon, e puntualmente cio' che poteva andare male e' andato molto peggio.



E' per questo motivo che ho seuguito le elezioni tedesche con un misto di disinteresse e grande sollievo: essendo un contest tra due esseri umani normali, senza zoccoletti da capretto e fumo che esce dalle narici, potevo stare piu' o meno tranquilla che qualsiasi fosse l'esito nessuno avrebbe minacciato guerra contro un folle dittatore o twittato parole insensate dopo essersi sniffato la canfora.

E, a dirla tutta, le elezioni non sono state una gran sorpresa. Da come ho posato il mio piedino sul suolo crucco, mi e' stato subito detto con certezza che Angela avrebbe vinto il suo quarto mandato.



E io mi sono sovvenuta di quando, negli Stati Uniti, un mio studente sosteneva che una donna farebbe piu' fatica a farsi rispettare come Presidente di uno Stato. Non ho potuto dirlo, ma ho pensato: mia piccola e deliziosa massa di niente che si situa tra due bianchissime orecchie, se solo riuscissi a far volare la tua mente al di la' dell'oceano o sui titoli dei giornali, ti accorgerai che sono dodici anni che Angela Merkel guida la Germania con la volonta' di ferro che tu non ci metti manco per andare in bagno (e lasciamo stare la Thatcher, che abita universi storici inesplorati per la maggior parte degli americani).

E si, Angela si e' beccata la sua dose di sessismo dal Principe Giovanni di noialtri, ma certamente ha dimostrato che non ha problemi a farsi rispettare, a prescindere dall'aspetto fisico e dimensione del posteriore. E non lo dico da sua grande fan: lo dico da femminista a cui piace pensare che sia vera la storia -riportata da Internazionale -della bambina di nove anni che chiede: "mamma, ma gli uomini possono fare i cancellieri?".

Si, gli uomini possono fare i cancellieri in Germania, ma al momento il posto sara' occupato da Angela ancora per un po'. Angela che ha un marito che nessuno si fila, e ha pure un ex marito che la gente considera ancora meno, ma che e' l'originale signor Merkel. L'uomo di cui lei ha preso il cognome in un gesto molto poco femminista, e poi ha divorziato. Pensiamo per un minuto a quest'uomo del tutto anonimo il cui cognome, ma solo il cognome, e' arrivato a governare la Germania, mentre lui sta in un angolo a mangiarsi il curry wurst.

L'avversario di Angela era Martin. Nel caso voi abbiate votato alle Europee, e nel caso vi ricordiate qualcosa di quello che avete votato, Martin Schulz era quel simpatico democratico che ha perso contro un alcolista lussemburghese. Quello che nell'indifferenza generale faceva il presidente del Parlamento Europeo, e che nonostante la faccia da orsetto dell'Haribo si e' beccato del nazista sempre da quello stesso Principe Giovanni che ci siamo sorbiti noi per vent'anni.



Purtroppo il mio tedesco non mi ha permesso di seguire il dibattito tra Merkel e Schulz, ma mi e' stato detto che e' stato molto poco avvincente. Angela diceva una cosa, Martin diceva che era piu' o meno d'accordo, in modo cordiale e amichevole. Avessero discusso del tempo, sarei probabilmente riuscita a seguirli nonostante il mio Tedesco livello A2.

Anche questo, dopo che ci siamo abituati a vedere gente che si tira addosso dei metaforici coltelli e ad insultarsi peggio di Sgarbi con le capre, e' abbastanza riposante. Pero' la dice lunga sulla politica di Angela, e sul modo in cui si pone verso i suoi elettori: Angela cerca di mettere tutti d'accordo.

Prendiamo i matrimoni gay: ha votato no alla legge, che pero' ha fatto passare lei, di fatto rendendo felici sia i progressisti che i conservatori. Ha praticamente detto "I gay un po' non mi piacciono ma un po' si" e ha mantenuto tutti i suoi consensi. E Martin dietro che faceva "si si" con la testa.

Ora, premettendo che sono MOLTO felice di non vivere in un Paese il cui leader vuole costruire un muro con i soldi del monopoli per pure ragioni di razzismo, ci sono dei fattori preoccupanti nell'elezione di Angela. Anche se in confronto ai vari Voldemort lei e' Che Guevara, non dimentichiamoci che Angela non e' di sinistra. Non lo e' tantissimo neanche Schulz, a dire il vero. Certo, in Germania ci sono dei partiti di sinistra, compresi di volantini che esortano il proletariato di tutto il mondo ad unirsi (dando a Carletto e a tutti noi nostalgici un brivido di piacere), ma sono ben lungi dal vincere. Questa elezione conferma che forse non in tutto il mondro trionfano i pazzi psicopatici, ma sicuramente la Sinistra ha bisogno di un altro po' di zucchero nella sua flebo.

E non dimentichiamoci che i nazisti continuano a stare tra noi. Pensavamo fossero finiti dopo la Seconda Guerra Mondiale. Pensavamo fossero solo quegli sporadici a mettersi i cappucci bianchi nel sud degli Stati Uniti. Fingevamo di non vederli alla manifestazioni di Casa Pound. Ma diciamoci la verita': ogni volta che pensiamo che studiare la storia sia ridondante, ricordiamoci che non lo sara' mai abbastanza finche' i nazisti rimangono (e chiamiamoli con il loro nome, NAZISTI, non quei nomi edulcorati con cui tentano a volte di fregarci). E Silvietto, sono questi i nazisti, non il povero Martin. 



Cosi' io cammino per strada e so che una persona su dieci che incontro, stando al risultato delle elezioni, e' un nazista. Dentro di me mi dico che probabilmente abitano tutti nei paesini rurali dove non vado mai, ma la verita' e' che sono tra noi come gli alieni verdi dei film e coloro che hanno votato Brexit nelle strade di Londra.

Mi consolo pensando a Die Partei, un partito politico nato per scherzo per prendere in giro gli altri, e che poi ha finito per prendere voti davvero. Io sono un po' sospettosa dei comici che si mettono in politica, pero' stimo immensamente Die Partei perche' i suoi membri hanno fatto un troll magistrale ai nazisti. Si sono infiltrati infatti in 30 gruppi facebook di Nazisti, ne sono diventati moderatori e poi hanno cambiato tutti i loro slogan in frasi demenziali - per esempio, da "sharia" a "shakira".



Che ecco, non so se prendere in giro i Nazisti sia abbastanza, ma e' pur sempre un buon inizio. Sicuramente sarebbe piu' costruttivo smantellare le pagine dei Nazisti italiani invece che star li ad infiltrarsi nelle pagine delle neomamme che fanno il formaggio con il loro latte (cosa orrenda, ma che non mi risulta abbia portato mai all'olocausto). 

Quindi gioiamo della Germania che ancora per un po' non torna al Terzo Reich, ma riflettiamo su questo mondo di Mordor pieno di Voldermort e Ramsey Bolton in cui noi viviamo. Meno male (SPOILER ALERT!) che nel 2019 verra' eletta Hermione Granger come Ministro della Magia. Lei si che li mettera' tutti a posto, nazisti e non. 



giovedì 14 settembre 2017

Dio ama la burocrazia

Per lavoro, io studio le religioni. E nel caso ve lo chiediate NO, non sono una suora e neanche il prossimo Papa Francesco. Io sto con un taccuino e una pipa a osservare la gente e prendo appunti ridacchiando e lanciandogli acini d’uva per vedere se reagiscono (in senso metaforico, eh. Non fumerei mai la pipa).

Il mio lavoro mi porta a conoscere gente molto interessante e a fare scoperte che poi pubblico nei miei articoli accademici. Quando le scoperte che faccio sono troppo stupide fuori contesto per essere pubblicate, le metto sul mio blog.

Per esempio, ho scoperto che dio adora la burocrazia. Per dio intendo quello di ebrei, cristiani, e musulmani (perché si – SORPRESA! – e’ lo stesso. Fatevi un master in Religious Studies se non mi credete). Nonostante la gente pensi che per andare in paradiso basti essere buoni, sappiate che non e’ vero. Bisogna seguire le REGOLE. Andare in edifici religiosi quando serve. Fare i rituali giusti. Dire le paroline prestabilite. Parlando con due amici israeliani, mi sono resa conto che tutta questa burocrazia e’ portata all’estremo in Israele, e ho deciso quindi di farci sopra un post.

Il post e' accompagnato da foto dal film "Jesus Christ Superstar"

(Disclaimer: questo post non intende offendere la sensibilita’ religiosa di nessuno. Se siete molto religiosi sappiate che vi rispetto, ho gia’ pronti per voi degli acini d’uva)

(Disclaimer 2: questo post non ha velleita’ anti-Semite – cosa che, visto il momento storico in cui viviamo, mi sembra giusto precisare. Parlo di Israele perche’ per l’appunto mi sono appena stati raccontati degli aneddoti. Pero’ tutte le religioni sono uguali. Sappiate che il dio cattolico e’ burocrate come quello di Israele. Giusto per fare un esempio: senza ostia non si fa la comunione, senza comunione non si va in paradiso. Come fanno I celiaci? Tutti all’inferno! Perche’ non esiste il gluten-free in paradiso. Sappiate che dio vi ha fatti celiaci per vedervi bruciare tra le fiamme dell’inferno, mwahahahaha. Oppure perche’ si diverte a vedervi correre in bagno imbarazzati dopo ogni messa, mwahahahahah)

(Disclaimer 3: oh, non e’ che tutte le persone religiose seguono ste regole. Parliamo comunque di un gruppetto di fanatici della burocrazia)

(Disclaimer 4: comunque sto dalla parte della Palestina. Cosa del tutto irrilevante per l’economia del post, ma mi andava di scriverla)

Il primo grande scoglio burocratico degli Ebrei e’ il cibo. Visto che nella Bibbia da qualche parte tra “lapida tua figlia se viene violentata” e “uccidi a sassate I sodomiti” c’e’ scritto “non mangerai il vitello nel latte della madre” e altre frasi ugualmente insensate, alcuni Ebrei hanno preso il testo sacro come una sorta di Giallo Zafferano delle proibizioni alimentari.

Cosi’, per mangiare Kosher come vuole Bibbia Zafferano, la carne non deve essere mischiata con i latticini. A seconda del tipo di Ebreo che sei (sefardita, ashkenazita, o che) questa proibizione puo’ prendere sfumature diverse: dopo aver mangiato carne devi aspettare dalla mezz’ora alle sei ore per berti il latte. Non oso pensare quanto tempo ci mettano a finire l’Happy Meal con milk shake da Mc Donald’s.

E qui si pone la questione: e se mi cade una mosca nel milk shake dopo che ho aspettato le mie sei ore dall’hamburger? La risposta e’ che te la puoi mangiare lo stesso, perche’ c’e’ effettivamente un limite molto piccolo di carne che puoi mischiare ai latticini. Puoi pure farti dei gustosissimi involtini di vermi e ricotta e la panna cotta con la cimice, se ti garba.

I prodotti che si vendono al supermercato devono quindi essere certificate Kosher da un rabbino. Se ci fate caso prodotti cosi’ esistono pure in Italia, ma in Israele ovviamente ce ne sono di piu’. Cosi’ non solo I rabbini vanno a controllare nelle fabbriche dove si produce cibo, ma mettono anche telecamere 24/7 per controllare che nello stracchino non cadano troppe mosche.

Oltre alla carne ci sono tutta una serie di animali che non si possono mangiare. Mi piacerebbe dirvi che conosco queste regole,  ma non le conosco. So che a seconda del tipo di squame e del tipo di zampa dell’animale ci sono una serie di animali che sono totalmente offlimits, tipo i gamberi.


Ovviamente le cose Kosher vanno cucinate a parte per evitare le contaminazioni, proprio come io con il glutine. A differenza mia, pero’, che faccio lo slalom tra le cazzo di briciole dei miei colleghi, il Kosher richiede SEPARAZIONE ASSOLUTA, e quindi in ufficio c’e’ una pentola adibita solo per il Kosher. D’altronde io non ho bisogno di pentole apposta perche’ se mi contamino mi riempio solo di bubboni rossi e vomito, invece questi si rischiano proprio la vita eterna. Scema io che pretendo lo stesso trattamento.

Un’altra similitudine tra Ebrei e celiaci la troviamo nella celebrazione di Passover, la Pasqua ebraica. Proprio come il celiaco appena diagnosticato, colui che celebra Passover passa lunghe ore ad eliminare ogni briciola di pane dalla propria casa, girando per gli angoli con una torcia ed una piuma per togliere ogni residuo.

Come avrete intuito, le celebrazioni sono intrise di burocrazia. Il sabato e’ vietato fare una serie di attivita’, come lavorare, e fin qui mi trovate d’accordo. Pero’ bisogna pure evitare la tecnologia, per esempio non accendere la luce, o usare il computer, o il telefono. Voglio dire, vi immaginate il vostro unico giorno libero senza Netflix?

A proposito di tecnologia, in Israele e’ anche stato inventato un oggetto meraviglioso che e’ il Kosher phone. Questo telefono e’ un Nokia 3310 travestito da Iphone, quindi non si collega ad internet, non ha le app, ma lo schermo si riga con nulla. Questo perche’ la persona che lo compra vuole sentirsi hipster con l’iphone (e tra barbe e boccoli un po’ sulla buona strada sono) pero’ non vuole connettersi ad Internet che e’ un luogo pieno di cocktail di gamberetti e briciole di pane.


Un altro problema di Internet e’ che ci sono le donnine nude. Ora, e’ comune pensiero nella nostra epoca che le Musulmane si coprano ma in tutto il resto del mondo le donne vadano in giro mezze biotte perche’ sono libere. E qui ci sbagliamo: le tre principali religioni monoteiste (che, come ho scritto sopra, hanno tutte lo stesso dio) sono accomunate da una galoppante sessuofobia misogina. Cosi’ certe donne ebree girano tutte coperte da strati e strati di vestiti e con un velo in testa.

Questo succede perche’ si dice che un capello di una donna e’ come il suo pelo pubico (e, tecnicamente, un po’ vero sara’ eh. Sempre peli sono), e quindi vedere I capelli si una signora e’ come vederla nuda. Nel terrore che sfugga un capello dal velo, alcune si rasano a zero. Il velo puo’ essere sostituito da una parrucca, perche’ mostrare i peli pubici di qualcun’altro va benissimo. A meno che non siano capelli indiani sacrificati ad un tempio Indu’, perche’ in quel caso si tratta di adoratori di idoli e a dio i capelli degli adoratori di idoli non piacciono.

Se la storia del capello= pelo pubico puo’ sembrare seccante, c’e’ da notare che anche la VOCE delle donne e’ considerata un pelo pubico. Quindi, sentire una donna cantare e’ un po’ come vederla nuda. Per cui si, gli uomini si metteranno le kippah che non ho mai capito come sta su ai calvi, ma decisamente in Israele e’ meglio sperare di nascere con un pene. (e qui mi trattengo dal fare battute di bassa lega sulla circoncisione)


Dopo aver sentito tutto questo, penso sempre di piu’ a dio come un burocrate. Li’ seduto, con la giacca stinta sui gomiti e gli occhiali da presbite, che guarda i documenti.
“Eh, ma lei si e’ fatto un cheeseburger, molto male!”
“Si ma ho salvato dieci bambini da un incendio…”
“Eh ma ha ascoltato Celine Dion! Lo sa che la voce di quella donna e’ un unico pelo pubico?”
“Si ma sono un amorevole marito e padre di famiglia, lavoro duramente”
“Si ma qui, nella postilla, c’e’ scritto che lei di sabato gioca a pac-man”
“Eh ma faccio anche volontariato con i poveri e gli compro da mangiare tutte le settimane”
“Guardi mi spiace, lei passera’ l’eternita’ a raccogliere le briciole di pane che non ha raccolto in vita. Avanti il prossimo!”

Quindi ecco, ad immaginarmi dio cosi’, non riesco a fare a meno di credere che sia Tedesco.

Anche se, secondo fonti accreditate, dio esiste e vive a Bruxelles.

(Voi che al momento state li a ridervela per ste storie di gente rasata con parrucche, sappiate che se avete al collo lo strumento di tortura con cui e’ stato ucciso quello il cui sangue vi bevete la domenica, ho una borsa piena di acini d’uva per voi)  




domenica 3 settembre 2017

L'anno prossimo si torna in Sicilia

Quando viaggio a me piace il mare bello, le citta’ affascinanti, e il cibo buono (e senza glutine, possibilmente). E voi direte ok, fin qui abbastanza banale, e’ come dire che e’ meglio essere ricchi e belli che poveri e brutti. Pero’ volevo dire che queste tre cose (mare, citta’, cibo) le ho trovate solo in Sicilia. Per riassumere il mio viaggio, appena salita sull’aereo di ritorno ho dichiarato che io voglio d’ora in poi solamente andare in vacanza in Sicilia. E non lo dico per dire: ho cercato seriamente di convincere la mia amica a mettersi con un Ragusano con una masseria che mi ospiti ogni anno.

1.Mare: foto fatta alla spiaggia di San Lorenzo vicino a Marzamemi


1.Mare: Punta Bianca vicino ad Agrigento



2. Citta': tra quelle che ho visitato quella che mi e' piaciuta di piu' e' Ragusa, qui sopra il duomo. 
3. Cibo: Granite al gelso, limone, mandorla che ogni mattina mangiavo con la brioche. E, a conferma di cio' che scrivevo un paio di post fa, ho trovato ovunque cibo senza glutine e tantissima attenzione 



Detto cio’, ci sono alcune cose della Sicilia che ho trovato strane

(Disclaimer: questo non e’ un blog di viaggio e contiene solo le impressioni di una Longobarda-tra-i-Vichinghi in vacanza. Quindi non vuole essere una critica o un “eeeeeh ma al nord e’ tutto meglio”, perche’ come ho scritto la Sicilia mi e’ piaciuta tantissimo e nel 1992 io non votavo Lega)

-       l’acqua: appena arrivati a Siracusa, belli sudati e sporchi, io e I miei amici vogliamo fiondarci sotto la doccia. E nel Bnb notiamo il curioso cartello “fare la doccia in due ogni 15 minuti”. Ridiamo un po’ all’idea del Bnb che promuove l’amore in questo modo e ce ne freghiamo. Poi arriviamo a Marzamemi e scopriamo la verita’: la Sicilia e’ un’isola e non ha tanta acqua. Nello specifico, noi siamo in sei e nel Bnb non c’e’ davvero acqua per sei persone.

“nessun problema” ha detto Giupy-la-Nordica al proprietario del Bnb, “tanto ci laviamo in spiaggia”. E qui ho fatto la seconda scoperta: le spiagge sono libere e selvaggie, ben lontane (e per fortuna direi) dagli stabilimenti di Rimini. Per dire, noi idioti siamo arrivati con palla e frisbee comprati di nuovo e ho scoperto che (giustamente) nelle riserve naturalistiche non si possono fare giochi da spiaggia, e l'unico utilizzo possibile della palla era mettermela sotto il vestito e fingere di essere in dolce attesa. Quindi ci siamo armati di pazienza e abbiamo deciso di volerci bene e puzzare.

La mancanza di acqua si vede poi nei bagni pubblici, dove spesso ho trovato scritto di gettare la carta nel cestino, cosa che ho trovato solo in Grecia e in Corea (giuro, non ho idea del perche’ ci sia questo problema in Corea, visto oltretutto il loro gabinetto adibito anavicella spaziale). E qui vorrei menzionare il bagno di un bar in cui c’era scritto sul lavandino “Si prega di non ‘lavare’ qui I vostri figli”. Da quel giorno guardo sospettosa tutti I genitori di neonati come potenziali zozzoni che lavano I figli nei lavandini che poi uso io.

-       Le Madonne: forse io noto certi particolari perche’ di religione mi ci occupo per lavoro, ma a differenza della secolarissima Germania e della secolarissima Lombardia (in cui seppur prolifera CL) c’erano santi e madonne ovunque. Nei supermercati. Sulle spiagge. Addosso alla gente che si tatuava le croci. Sulle macchine per la sicurezza stradale.

Forse collegato a questo tripudio di religione, andando dal parrucchiere (perche’ si, io valuto I parrucchieri italiani piu’ di quelli crucchi) ho potuto ascoltare una serie di conversazioni di spose che erano li’ a farsi i capelli, e ho scoperto l’usanza da me mai sentita del novello marito che bacia il suocero in chiesa per ringraziarlo di dargli la figlia. Mi sono morsa la lingua e sono stata zitta, perche’ gia’ pronto avevo un altro post femminista. D'altronde non so se questa sia un'usanza solo religiosa/Siciliana, io fino a tre mesi fa ero sinceramente ignara dell'esistenza del regalo da fare agli invitati. 

Crocifisso in supermercato
Madonna su uno scoglio con della gente intorno che sguazza e si tuffa

Santo trovato per strada con le mani in preghiera e le gambe molto corte



-       La sicurezza: io abito a Mordor che e’ un posto grigio, pero’ e’ pure un posto che mi da sicurezza. E prima stavo in una piccolo bolla hippie dove la persona piu’ pericolosa ero io in bicicletta. Di conseguenza ora vivo in una dimensione naïve dove non mi preoccupo mai di chiudere la borsa o non portare l’iphone in spiaggia perche’ credo nell’intrinseca bonta’ della gente.

In Sicilia la mia amica di Siracusa mi ha subito terrorizzata. A Catania ci ha consigliato di non parcheggiare la macchina a noleggio (una panda nera acchiappa-calore che nessuno sarebbe stato stupido abbastanza da comprare) in certe zone, e di non lasciare I bagagli in macchina. Ci ha parlato di bande di cani randagi che vivono nelle campagne e attaccano la gente e la cosa mi ha terrorizzata a tal punto che quando ho visto un cane in spiaggia con due ragazzi ho subito detto le mie preghiere (aiutata dalla gran quantita’ di Madonne in giro). Invece lui si e’ limitato a sbavare tutto il mio telo e il mio cibo. Sono sicura che i suoi padroni quando avranno figli li laveranno nei lavandini pubblici.

-       Lo sporco. E gli abusi edilizi. E la trascuratezza di certi posti. Perche’ io ho trovato davvero la Sicilia bellissima, e ci sono proprio rimasta male a vedere certe cose. La Scala dei Turchi e’ una delle spiagge piu’ belle che abbia visto, e a poche centinaia di metri Porto Empedocle e’ una citta’ orrenda con ciminiere sul mare e rifiuti ovunque.

Scala dei Turchi, sul cui calcare degli sciocchi cretini totali hanno inciso i nomi delle fidanzate rovinandolo. Poi forse quando si sposeranno baceranno pure loro i suoceri


La Valle dei Templi e’ uno dei siti piu’ affascinanti che abbia mai visitato, e le audioguide sono chiaramente fatte negli anni 60, dicono cose diverse dai pannelli e nei pannelli la gente si e’ dimenticata di mettere I QR code. Amici che sono stati a Selinunte ci raccontavano di un museo con un pannello in cui c’era la scritta “Immagine mancante” perche’ evidentemente si erano dimenticati di inserirla.

Tempio della Concordia 

Agrigento e’ bellissima, ma le case sono cadenti, gli edifici finiti a meta’, i negozi del centro vuoti. E qui Giupy-la-Viaggiatrice-che-vive-al-Nord dice: ma lo sapete quante cose belle avete qui? Quanta fortuna? A Mordor in Germania dove tutto e’ grigio e freddo ci siete mai stati? Valorizzate quello che avete! Tedeschi e Americani vogliono darvi venire qui e darvi soldi per vedere un briciolo delle meraviglie che avete e portarsele nel solo grigiore culturale. Rimpinzateli con i vostri arancini e i vostri cannoli, lasciateli arrostire come gamberi sulle vostre spiagge e usate questi soldi per rendere bello e pulito tutto cio’ che avete.

Perche’, citando Guzzanti, la Sicilia gia’ aveva una splendida civilta’ quando tutto il resto del mondo correva nudo dietro alle marmotte.

E voi direte, la fai facile Giupy. E forse si, ma io ora alla Sicilia ci tengo, perche’ ho l’ardente desiderio di andarci in vacanza tutti gli anni.
E mangiare tutte le granite e le brioches senza glutine che trovo.

Per concludere il post, dettaglio di balcone ragusano che rappresenta una testa con occhiali da John Lennon e denti da Dracula