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giovedì 14 settembre 2017

Dio ama la burocrazia

Per lavoro, io studio le religioni. E nel caso ve lo chiediate NO, non sono una suora e neanche il prossimo Papa Francesco. Io sto con un taccuino e una pipa a osservare la gente e prendo appunti ridacchiando e lanciandogli acini d’uva per vedere se reagiscono (in senso metaforico, eh. Non fumerei mai la pipa).

Il mio lavoro mi porta a conoscere gente molto interessante e a fare scoperte che poi pubblico nei miei articoli accademici. Quando le scoperte che faccio sono troppo stupide fuori contesto per essere pubblicate, le metto sul mio blog.

Per esempio, ho scoperto che dio adora la burocrazia. Per dio intendo quello di ebrei, cristiani, e musulmani (perché si – SORPRESA! – e’ lo stesso. Fatevi un master in Religious Studies se non mi credete). Nonostante la gente pensi che per andare in paradiso basti essere buoni, sappiate che non e’ vero. Bisogna seguire le REGOLE. Andare in edifici religiosi quando serve. Fare i rituali giusti. Dire le paroline prestabilite. Parlando con due amici israeliani, mi sono resa conto che tutta questa burocrazia e’ portata all’estremo in Israele, e ho deciso quindi di farci sopra un post.

Il post e' accompagnato da foto dal film "Jesus Christ Superstar"

(Disclaimer: questo post non intende offendere la sensibilita’ religiosa di nessuno. Se siete molto religiosi sappiate che vi rispetto, ho gia’ pronti per voi degli acini d’uva)

(Disclaimer 2: questo post non ha velleita’ anti-Semite – cosa che, visto il momento storico in cui viviamo, mi sembra giusto precisare. Parlo di Israele perche’ per l’appunto mi sono appena stati raccontati degli aneddoti. Pero’ tutte le religioni sono uguali. Sappiate che il dio cattolico e’ burocrate come quello di Israele. Giusto per fare un esempio: senza ostia non si fa la comunione, senza comunione non si va in paradiso. Come fanno I celiaci? Tutti all’inferno! Perche’ non esiste il gluten-free in paradiso. Sappiate che dio vi ha fatti celiaci per vedervi bruciare tra le fiamme dell’inferno, mwahahahaha. Oppure perche’ si diverte a vedervi correre in bagno imbarazzati dopo ogni messa, mwahahahahah)

(Disclaimer 3: oh, non e’ che tutte le persone religiose seguono ste regole. Parliamo comunque di un gruppetto di fanatici della burocrazia)

(Disclaimer 4: comunque sto dalla parte della Palestina. Cosa del tutto irrilevante per l’economia del post, ma mi andava di scriverla)

Il primo grande scoglio burocratico degli Ebrei e’ il cibo. Visto che nella Bibbia da qualche parte tra “lapida tua figlia se viene violentata” e “uccidi a sassate I sodomiti” c’e’ scritto “non mangerai il vitello nel latte della madre” e altre frasi ugualmente insensate, alcuni Ebrei hanno preso il testo sacro come una sorta di Giallo Zafferano delle proibizioni alimentari.

Cosi’, per mangiare Kosher come vuole Bibbia Zafferano, la carne non deve essere mischiata con i latticini. A seconda del tipo di Ebreo che sei (sefardita, ashkenazita, o che) questa proibizione puo’ prendere sfumature diverse: dopo aver mangiato carne devi aspettare dalla mezz’ora alle sei ore per berti il latte. Non oso pensare quanto tempo ci mettano a finire l’Happy Meal con milk shake da Mc Donald’s.

E qui si pone la questione: e se mi cade una mosca nel milk shake dopo che ho aspettato le mie sei ore dall’hamburger? La risposta e’ che te la puoi mangiare lo stesso, perche’ c’e’ effettivamente un limite molto piccolo di carne che puoi mischiare ai latticini. Puoi pure farti dei gustosissimi involtini di vermi e ricotta e la panna cotta con la cimice, se ti garba.

I prodotti che si vendono al supermercato devono quindi essere certificate Kosher da un rabbino. Se ci fate caso prodotti cosi’ esistono pure in Italia, ma in Israele ovviamente ce ne sono di piu’. Cosi’ non solo I rabbini vanno a controllare nelle fabbriche dove si produce cibo, ma mettono anche telecamere 24/7 per controllare che nello stracchino non cadano troppe mosche.

Oltre alla carne ci sono tutta una serie di animali che non si possono mangiare. Mi piacerebbe dirvi che conosco queste regole,  ma non le conosco. So che a seconda del tipo di squame e del tipo di zampa dell’animale ci sono una serie di animali che sono totalmente offlimits, tipo i gamberi.


Ovviamente le cose Kosher vanno cucinate a parte per evitare le contaminazioni, proprio come io con il glutine. A differenza mia, pero’, che faccio lo slalom tra le cazzo di briciole dei miei colleghi, il Kosher richiede SEPARAZIONE ASSOLUTA, e quindi in ufficio c’e’ una pentola adibita solo per il Kosher. D’altronde io non ho bisogno di pentole apposta perche’ se mi contamino mi riempio solo di bubboni rossi e vomito, invece questi si rischiano proprio la vita eterna. Scema io che pretendo lo stesso trattamento.

Un’altra similitudine tra Ebrei e celiaci la troviamo nella celebrazione di Passover, la Pasqua ebraica. Proprio come il celiaco appena diagnosticato, colui che celebra Passover passa lunghe ore ad eliminare ogni briciola di pane dalla propria casa, girando per gli angoli con una torcia ed una piuma per togliere ogni residuo.

Come avrete intuito, le celebrazioni sono intrise di burocrazia. Il sabato e’ vietato fare una serie di attivita’, come lavorare, e fin qui mi trovate d’accordo. Pero’ bisogna pure evitare la tecnologia, per esempio non accendere la luce, o usare il computer, o il telefono. Voglio dire, vi immaginate il vostro unico giorno libero senza Netflix?

A proposito di tecnologia, in Israele e’ anche stato inventato un oggetto meraviglioso che e’ il Kosher phone. Questo telefono e’ un Nokia 3310 travestito da Iphone, quindi non si collega ad internet, non ha le app, ma lo schermo si riga con nulla. Questo perche’ la persona che lo compra vuole sentirsi hipster con l’iphone (e tra barbe e boccoli un po’ sulla buona strada sono) pero’ non vuole connettersi ad Internet che e’ un luogo pieno di cocktail di gamberetti e briciole di pane.


Un altro problema di Internet e’ che ci sono le donnine nude. Ora, e’ comune pensiero nella nostra epoca che le Musulmane si coprano ma in tutto il resto del mondo le donne vadano in giro mezze biotte perche’ sono libere. E qui ci sbagliamo: le tre principali religioni monoteiste (che, come ho scritto sopra, hanno tutte lo stesso dio) sono accomunate da una galoppante sessuofobia misogina. Cosi’ certe donne ebree girano tutte coperte da strati e strati di vestiti e con un velo in testa.

Questo succede perche’ si dice che un capello di una donna e’ come il suo pelo pubico (e, tecnicamente, un po’ vero sara’ eh. Sempre peli sono), e quindi vedere I capelli si una signora e’ come vederla nuda. Nel terrore che sfugga un capello dal velo, alcune si rasano a zero. Il velo puo’ essere sostituito da una parrucca, perche’ mostrare i peli pubici di qualcun’altro va benissimo. A meno che non siano capelli indiani sacrificati ad un tempio Indu’, perche’ in quel caso si tratta di adoratori di idoli e a dio i capelli degli adoratori di idoli non piacciono.

Se la storia del capello= pelo pubico puo’ sembrare seccante, c’e’ da notare che anche la VOCE delle donne e’ considerata un pelo pubico. Quindi, sentire una donna cantare e’ un po’ come vederla nuda. Per cui si, gli uomini si metteranno le kippah che non ho mai capito come sta su ai calvi, ma decisamente in Israele e’ meglio sperare di nascere con un pene. (e qui mi trattengo dal fare battute di bassa lega sulla circoncisione)


Dopo aver sentito tutto questo, penso sempre di piu’ a dio come un burocrate. Li’ seduto, con la giacca stinta sui gomiti e gli occhiali da presbite, che guarda i documenti.
“Eh, ma lei si e’ fatto un cheeseburger, molto male!”
“Si ma ho salvato dieci bambini da un incendio…”
“Eh ma ha ascoltato Celine Dion! Lo sa che la voce di quella donna e’ un unico pelo pubico?”
“Si ma sono un amorevole marito e padre di famiglia, lavoro duramente”
“Si ma qui, nella postilla, c’e’ scritto che lei di sabato gioca a pac-man”
“Eh ma faccio anche volontariato con i poveri e gli compro da mangiare tutte le settimane”
“Guardi mi spiace, lei passera’ l’eternita’ a raccogliere le briciole di pane che non ha raccolto in vita. Avanti il prossimo!”

Quindi ecco, ad immaginarmi dio cosi’, non riesco a fare a meno di credere che sia Tedesco.

Anche se, secondo fonti accreditate, dio esiste e vive a Bruxelles.

(Voi che al momento state li a ridervela per ste storie di gente rasata con parrucche, sappiate che se avete al collo lo strumento di tortura con cui e’ stato ucciso quello il cui sangue vi bevete la domenica, ho una borsa piena di acini d’uva per voi)  




domenica 3 settembre 2017

L'anno prossimo si torna in Sicilia

Quando viaggio a me piace il mare bello, le citta’ affascinanti, e il cibo buono (e senza glutine, possibilmente). E voi direte ok, fin qui abbastanza banale, e’ come dire che e’ meglio essere ricchi e belli che poveri e brutti. Pero’ volevo dire che queste tre cose (mare, citta’, cibo) le ho trovate solo in Sicilia. Per riassumere il mio viaggio, appena salita sull’aereo di ritorno ho dichiarato che io voglio d’ora in poi solamente andare in vacanza in Sicilia. E non lo dico per dire: ho cercato seriamente di convincere la mia amica a mettersi con un Ragusano con una masseria che mi ospiti ogni anno.

1.Mare: foto fatta alla spiaggia di San Lorenzo vicino a Marzamemi


1.Mare: Punta Bianca vicino ad Agrigento



2. Citta': tra quelle che ho visitato quella che mi e' piaciuta di piu' e' Ragusa, qui sopra il duomo. 
3. Cibo: Granite al gelso, limone, mandorla che ogni mattina mangiavo con la brioche. E, a conferma di cio' che scrivevo un paio di post fa, ho trovato ovunque cibo senza glutine e tantissima attenzione 



Detto cio’, ci sono alcune cose della Sicilia che ho trovato strane

(Disclaimer: questo non e’ un blog di viaggio e contiene solo le impressioni di una Longobarda-tra-i-Vichinghi in vacanza. Quindi non vuole essere una critica o un “eeeeeh ma al nord e’ tutto meglio”, perche’ come ho scritto la Sicilia mi e’ piaciuta tantissimo e nel 1992 io non votavo Lega)

-       l’acqua: appena arrivati a Siracusa, belli sudati e sporchi, io e I miei amici vogliamo fiondarci sotto la doccia. E nel Bnb notiamo il curioso cartello “fare la doccia in due ogni 15 minuti”. Ridiamo un po’ all’idea del Bnb che promuove l’amore in questo modo e ce ne freghiamo. Poi arriviamo a Marzamemi e scopriamo la verita’: la Sicilia e’ un’isola e non ha tanta acqua. Nello specifico, noi siamo in sei e nel Bnb non c’e’ davvero acqua per sei persone.

“nessun problema” ha detto Giupy-la-Nordica al proprietario del Bnb, “tanto ci laviamo in spiaggia”. E qui ho fatto la seconda scoperta: le spiagge sono libere e selvaggie, ben lontane (e per fortuna direi) dagli stabilimenti di Rimini. Per dire, noi idioti siamo arrivati con palla e frisbee comprati di nuovo e ho scoperto che (giustamente) nelle riserve naturalistiche non si possono fare giochi da spiaggia, e l'unico utilizzo possibile della palla era mettermela sotto il vestito e fingere di essere in dolce attesa. Quindi ci siamo armati di pazienza e abbiamo deciso di volerci bene e puzzare.

La mancanza di acqua si vede poi nei bagni pubblici, dove spesso ho trovato scritto di gettare la carta nel cestino, cosa che ho trovato solo in Grecia e in Corea (giuro, non ho idea del perche’ ci sia questo problema in Corea, visto oltretutto il loro gabinetto adibito anavicella spaziale). E qui vorrei menzionare il bagno di un bar in cui c’era scritto sul lavandino “Si prega di non ‘lavare’ qui I vostri figli”. Da quel giorno guardo sospettosa tutti I genitori di neonati come potenziali zozzoni che lavano I figli nei lavandini che poi uso io.

-       Le Madonne: forse io noto certi particolari perche’ di religione mi ci occupo per lavoro, ma a differenza della secolarissima Germania e della secolarissima Lombardia (in cui seppur prolifera CL) c’erano santi e madonne ovunque. Nei supermercati. Sulle spiagge. Addosso alla gente che si tatuava le croci. Sulle macchine per la sicurezza stradale.

Forse collegato a questo tripudio di religione, andando dal parrucchiere (perche’ si, io valuto I parrucchieri italiani piu’ di quelli crucchi) ho potuto ascoltare una serie di conversazioni di spose che erano li’ a farsi i capelli, e ho scoperto l’usanza da me mai sentita del novello marito che bacia il suocero in chiesa per ringraziarlo di dargli la figlia. Mi sono morsa la lingua e sono stata zitta, perche’ gia’ pronto avevo un altro post femminista. D'altronde non so se questa sia un'usanza solo religiosa/Siciliana, io fino a tre mesi fa ero sinceramente ignara dell'esistenza del regalo da fare agli invitati. 

Crocifisso in supermercato
Madonna su uno scoglio con della gente intorno che sguazza e si tuffa

Santo trovato per strada con le mani in preghiera e le gambe molto corte



-       La sicurezza: io abito a Mordor che e’ un posto grigio, pero’ e’ pure un posto che mi da sicurezza. E prima stavo in una piccolo bolla hippie dove la persona piu’ pericolosa ero io in bicicletta. Di conseguenza ora vivo in una dimensione naïve dove non mi preoccupo mai di chiudere la borsa o non portare l’iphone in spiaggia perche’ credo nell’intrinseca bonta’ della gente.

In Sicilia la mia amica di Siracusa mi ha subito terrorizzata. A Catania ci ha consigliato di non parcheggiare la macchina a noleggio (una panda nera acchiappa-calore che nessuno sarebbe stato stupido abbastanza da comprare) in certe zone, e di non lasciare I bagagli in macchina. Ci ha parlato di bande di cani randagi che vivono nelle campagne e attaccano la gente e la cosa mi ha terrorizzata a tal punto che quando ho visto un cane in spiaggia con due ragazzi ho subito detto le mie preghiere (aiutata dalla gran quantita’ di Madonne in giro). Invece lui si e’ limitato a sbavare tutto il mio telo e il mio cibo. Sono sicura che i suoi padroni quando avranno figli li laveranno nei lavandini pubblici.

-       Lo sporco. E gli abusi edilizi. E la trascuratezza di certi posti. Perche’ io ho trovato davvero la Sicilia bellissima, e ci sono proprio rimasta male a vedere certe cose. La Scala dei Turchi e’ una delle spiagge piu’ belle che abbia visto, e a poche centinaia di metri Porto Empedocle e’ una citta’ orrenda con ciminiere sul mare e rifiuti ovunque.

Scala dei Turchi, sul cui calcare degli sciocchi cretini totali hanno inciso i nomi delle fidanzate rovinandolo. Poi forse quando si sposeranno baceranno pure loro i suoceri


La Valle dei Templi e’ uno dei siti piu’ affascinanti che abbia mai visitato, e le audioguide sono chiaramente fatte negli anni 60, dicono cose diverse dai pannelli e nei pannelli la gente si e’ dimenticata di mettere I QR code. Amici che sono stati a Selinunte ci raccontavano di un museo con un pannello in cui c’era la scritta “Immagine mancante” perche’ evidentemente si erano dimenticati di inserirla.

Tempio della Concordia 

Agrigento e’ bellissima, ma le case sono cadenti, gli edifici finiti a meta’, i negozi del centro vuoti. E qui Giupy-la-Viaggiatrice-che-vive-al-Nord dice: ma lo sapete quante cose belle avete qui? Quanta fortuna? A Mordor in Germania dove tutto e’ grigio e freddo ci siete mai stati? Valorizzate quello che avete! Tedeschi e Americani vogliono darvi venire qui e darvi soldi per vedere un briciolo delle meraviglie che avete e portarsele nel solo grigiore culturale. Rimpinzateli con i vostri arancini e i vostri cannoli, lasciateli arrostire come gamberi sulle vostre spiagge e usate questi soldi per rendere bello e pulito tutto cio’ che avete.

Perche’, citando Guzzanti, la Sicilia gia’ aveva una splendida civilta’ quando tutto il resto del mondo correva nudo dietro alle marmotte.

E voi direte, la fai facile Giupy. E forse si, ma io ora alla Sicilia ci tengo, perche’ ho l’ardente desiderio di andarci in vacanza tutti gli anni.
E mangiare tutte le granite e le brioches senza glutine che trovo.

Per concludere il post, dettaglio di balcone ragusano che rappresenta una testa con occhiali da John Lennon e denti da Dracula



domenica 20 agosto 2017

Il mito di Odisseo

Premessa: spesso la gente pensa che io nella mia vita non faccia una mazza, soprattutto quando io spiego che vado in ufficio un giorno la settimana. Pero', anche se sono in Italia, sono stata oberata dal lavoro e dal cibo, e, tra una scadenza e l'altra, non ho avuto tempo di fare un nuovo post. Cosi' ho deciso di riproporvi un vecchio post che viene dal mio blog precedente ma che trovo sempre attuale

Costretta a fare il liceo classico dai miei, ricordo che uno dei motivi per cui me lo sono fatta piacere era la mitologia e la letteratura greca e latina. Ho sempre pensato che i Greci avessero una marcia in piu', con questi loro dei litigiosi e i loro racconti di battaglie e i loro eroi. L'Odissea mi piaceva un sacco. Mi rendo conto oggi, pero', che non sono del tutto d'accordo con l'interpretazione che i miei professori mi hanno sempre dato dell'Odissea. Ho una versione mia che pure ad Odisseo sotto sotto sarebbe piaciuta di piu'.

E' tutta una questione di volonta'. Mi hanno sempre spiegato che Odisseo era uno che voleva tornare a casa. E qui sta il punto: secondo me, quello che Odisseo voleva era vedere il mondo.

Quel bel pischello di Odisseo in una foto presa da Wikipedia. Wikipedia ci spiega anche che viene dal Gruppo Polifemo a Sperlonga.

Immaginiamoci un attimo la storia di Odisseo. Ha vent'anni e lo trascinano a fare la guerra di Troia, scoppiata perche' uno degli Achei non era riuscito a tenerselo nelle mutande si era follemente innamorato di una donna bellissima. Non e' la guerra di Odisseo, e lui non ci voleva andare, ma non ha scelta. Ed e' furbo, e' piu' furbo di tutti gli altri, riesce a non farsi accoppare e gli viene pure quell'idea un po' geniale e un po' bastarda del cavallo. Si mette sulla nave con i suoi compari per tornare ad Itaca sentendosi il piu' figo del mondo, giovane, bello, spregiudicato abbastanza per avere il futuro in mano. E li ha un bivio: tornarsene a casa ad arare il campicello, oppure buttarsi ad esplorare il mondo.

Voi direte che c'era Poseidone che si era incazzato con lui, le sfighe varie e la crisi economica, ma la verita' e' che chiunque sia stato in traghetto in Grecia sa che l'Egeo non e' piu' grande di una bacinella e un'isola si trova pure qualche secolo prima dell'invenzione del GPS.

Prendete quell'altro amico suo, Achille. Lui e' un raccomandato, ma nonostante la mamma con un signor lavoro ha quel problemino del tallone. Gli viene data la possibilita' di scegliere: una vita corta e gloriosa, o una vita lunga e tranquilla. lui sceglie la prima, e ho sempre pensato che avrei fatto lo stesso. Achille non vuole passare tutta la vita a timbrare un cartellino e sognare una pensione per pagarsi l'ospizio una volta diventato un vecchio con il pannolone dimenticato da tutti. Achille non vuole vedersi gli anni passare davanti sussurrandosi da solo 'questo ormai non lo faro' piu''. Lui vuole tutto, e subito, vuole l'intensita', il pericolo, vuole essere osannato. E ce la fa.

Achille e Patroclo, vaso preso sempre da Wikipedia. Dell'ira funesta del Pelide Achille parlero' quando avro' voglia di fare un post a favore della marriage equality

Odisseo tutto sommato pensa un po' lo stesso di Achille. Ha la possibilita' di essere l'unico a sentire il canto delle sirene, sopravvivere a Scilla e Cariddi. Prova l'amore pericoloso di Circe e quello possessivo di Calipso. Acceca polifemo e scende nell'Ade. Odisseo diventa grande perche' ha voglia di vedere tutto quello che c'e' al di fuori di Itaca.

Certo che Odisseo vuole tornare a casa. Ama Penelope e Telemaco e gli piace da morire il saganaki della sua isoletta. E certamente la sua vita sarebbe stato un sacco piu' facile se fosse tornato a casa subito dopo la guerra. Si sarebbe goduto la famiglia, avrebbe arato il suo orticello, governato il suo popolo, si sarebbe iscritto in palestra e avrebbe fatto tre settimane di vacanze l'anno sulle MSC musica. Pero' si sarebbe anche chiesto per tutta la vita come cantano le sirene, come sono fatti i Ciclopi, che c'e' al di la' delle Colonne d'Ercole. E nessuno avrebbe piu' parlato di lui.

Odisseo non vuole tornare a casa. Chiamatelo egoista, chiamatelo folle, fatelo sentire in colpa, ricordategli che da nessuna parte ha mai trovato il saganaki come quello di Itaca. Lui vi rispondera' che non e' per sua volonta' che non ritorna. E' Poseidone, il mare, la sfiga, il fatto che si e' laureato in disciplina umanistica nel periodo della crisi, e' Itaca che non da possibilita' ai giovani. Odisseo ci sta male, per il fatto che non torna ad Itaca, ma la verita' e' che Odisseo non si sa accontentare, perche' sa che puo' avere di meglio, almeno finche' e' giovane, almeno finche' puo' girare per il mondo e incontrare gente nuova e parlare lingue diverse. Ad Itaca sarebbe al sicuro, andrebbe a letto presto e starebbe sempre al caldo. Invece decide di mettere se stesso e i suoi compari in mezzo ad un sacco di guoi, rischia di morire una mezza dozzina di volte e certe sere si sara' sicuramente addormentato sentendosi solo, disperso e senza via d'uscita. Ma e' il prezzo da pagare per la sua scelta. 

Il mito di Odisseo e' la storia di uno che era terrorizzato dal mutuo, dal posto fisso da impiegato in provincia e dall'idea di andare il sabato all'Esselunga e la domenica a messa. Odisseo e' uno che fa una vita in giro per il mondo senza voler pensare che, se non l'avessero mandato via, un dottorato l'avrebbe fatto pure in Italia. Odisseo ha iniziato a sentirsi troppo piccolo rispetto all'immensita' del mondo, e invece di accettarlo, ha fatto suo il sogno folle e impossible di vedere tutto quello che poteva vedere. 

 Se sei un po' nervoso un motivo ci sara'



Detto cio', io domani me ne vado in Sicilia a mangiare granite e pistacchi. 

domenica 6 agosto 2017

Lamentarsi dell'Italia e lamentarsi della gente

Quando si vive all'estero e si torna in Italia -come ho fatto io ora, giusto in tempo per sfuggire al tempo di Mordor e tuffarmi nella calura Padana -si incontrano sempre delle persone che attaccano con la solita canzone "Aaaaah ma tu vivi in Germania e li' e' tutto bello, tutto funziona, i treni arrivano in orario manco noi nel ventennio".

Uno degli scopi del mio blog, come gia' ho discusso, e' sfatare questi stereotipi. L'estero e' visto spesso come una sorta di entita' con la lettera maiuscola dove tutti stanno a ingozzarsi come maiali e a guadagnare senza far nulla mentre in Italia si suda e si lavora per un tozzo di pane. Odio distruggere i sogni altrui, ma l'estero non e' meglio dell'Italia. Non e' neanche peggio. E' diverso in gradi differenti. Ci sono dei Paesi dove si guadagna di piu', ma fa piu' freddo. Ci sono posti dove la gente e' insopportabilmente altezzosa ma  non si fa mai i cavoli tuoi. In alcune citta' i servizi pubblici funzionano benissimo ma e' pieno di spazzatura. Insomma, ovunque si vada al mondo ci sara' qualcosa che ci piacera' o qualcosa che non ci piacera', e sta a noi prendere le scelte che piu' ci si addicono. Tipo, se ti piace la pasta al forno della tua mamma la domenica e' giusto stare in Italia. Se sei una ricercatrice in scienze sociali e' meglio che te ne vai in Germania. Chiaro e semplice.

(Il discorso e' ovviamente molto generico. Ci sono ovviamente posti che sono una merda e basta. Mi dicono, per esempio, Gerusalemme Est e Busto Arsizio)

Questa e' una foto di Colmar in Alsazia, che e' molto bella

Per esempio, parliamo del glutine. Essendo io una sfigata celiaca, ogni volta che torno in Italia mi sopporto i cori di "poooooverina, chissa' qui com'e' difficile... sara' meglio negli Stati Uniti, no?".
No. 
Premettendo che io non ho girato tutti i posti del mondo, se decidete di essere cosi' sfigati da non poter mangiare il glutine, secondo me conviene nascere in Italia. 

Perche' in Italia esiste l'AIC che e' la mia associazione preferita con la mia pagina internet preferita che ti spiega per filo e per segno cosa e dove mangiare. Ogni volta che giro in Italia ho sempre un'ampia scelta di pasta, pizza, o bar per celiaci, e in ogni supermercato trovo i prodotti senza glutine. Lasciamo stare che se fossi residente in Italia questi prodotti mi sarebbero anche rimborsati.

In Giappone e in Corea, quando spiegavo che non potevo mangiare il glutine, mi guardavano come fossi un'aliena e mi davano cibo Halal (grato ad Allah ma glutinosissimo)
In Colorado chiunque mangiava senza glutine ma solo per stupidita' moda, cosi' i ristoranti spesso servivano piatti "gluten free" cosparsi di pane e nei supermercati a volte prodotti che contengono glutine sono venduti come senza glutine (questo perche' le uova Kinder sono troppo pericolose per essere vendute, ma intossicare gli intolleranti va benissimo).


Ho riflettuto su questa cosa nel fare un piccolo road trip dalla Germania all'Italia passando per l'Alsazia. Che, tra parentesi, e' bellissima, quindi andateci.

Foto di una casa alsaziana con il balcone fiorito, che sono la spcialita' della regione. I comuni hanno anche un numero di fiori che gli sono assegnati in base alla qualita' della vita e della natura


Ho trovato dei posti senza glutine deliziosi, dove ho comprato biscotti, cioccolato, e i macaron. 
I macaron sono la cosa piu' buona del mondo e ora voglio andare tutti i giorni in un posto che si chiama "L'Eden Sans Gluten" che ho visitato una settimana fa ma gia' mi sveglio di notte pensandoci.

Io di solito amo l'anonimato sul mio blog ma vorrei mostrarvi questo selfie di me stessa con il mio migliore amico Macaron prima che lo inghiottissi


Certe volte pero' e' stato difficile, come sempre, considerando per esempio che a Mordor non c'e' nessun ristorante specificamente per celiaci e cosi' lo stesso in molte citta' tedesche.

Certe volte la gente pensa (e pure io pensavo) che la sfiga della celiachia sia non mangiarsi la pizza buona. Che, per carita', manca. Ma quando la gente mi dice "Ah io senza pizza morirei, non so come fai!" mi viene da sorridere. La cosa che mi manca e' fare una vita normale, chissenefrega della pizza.

Il problema maggiore della celiachia, secondo me, non e' la pizza, ma la gente. Che, non so se avete notato, per la maggior parte delle volte e' stupida.

Per esempio, a Trier ho chiesto ad un ristorante se c'era glutine in un piatto e il cameriere ha risposto stizzito "Eh, lo devi sapere tu cosa puoi mangiare, non io!"
Ecco, io lo so cosa posso mangiare. Pero' non so se nella cazzo di salsina al curry ci hai messo la farina per addensare, se l'insalata e' servita con il pane, o se le patate sono gratinate. Ho io potere di leggerti nella mente? Ho io facolta' paranormali datami dal danneggiamento nei miei villi intestinali? Non credo proprio.

In Alsazia, invece, dopo che io ho studiato il menu ampiamente e mi sono preparata tutti le domande da fare, e tutti gli altri hanno ordinato, il cameriere si e' ricordato di avere il menu' con gli allergeni. Non all'inizio, quando sono entrata ed ho spiegato che ero celiaca, ma alla fine, giusto per farmi ordinare dopo tutti gli altri e proprio marchiarmi come quella diversa. Questo menu' ce l'hanno piu' o meno tutti i ristoranti in Germania e in Francia, ma certe volte sta negli angoli umidi e serve come coperta per i cani, e il contenuto e' fatto di numeri e codici da decifrare con la sequenza di Fibonacci. Cosi' ho preso questo menu e mi sono accorta che quasi nulla era senza glutine, nonostante il locale dicesse di essere attrezzato per i celiaci. Cosi' no, non mi manca la pizza, pero' un po' mi manca non poter mangiare una cosa buona quando l'unico piatto che non mi uccide e' la trota con i crauti.

Lasciando stare il ristorante tailandese dove ho chiesto 50 volte se era tutto gluten free e loro mi hanno trattato come una stupida rompiscatole, e invece poi ho visto che usavano della salsa di soja con il glutine. 

Casetta alsaziana molto stretta con i tipici motivi geometrici della regione


In generale, molti camerieri alla parola glutine incrociano gli occhi e/o sbuffano, o dimostrano incredulita' assoluta. Ora, io non voglio giudicare i camerieri. Molti di loro saranno filosofi che non trovano lavoro o ragazzi intelligentissimi che sono finiti a fare quel lavoro per sbaglio. Pero' UNA cosa dovrebbero sapere, e ovvero quello che sta nei piatti che servono. Manco quello si imparano? Non e' che dico che debbano impararsi quattro lingue e prendere un dottorato. Giusto sapermi dire cosa posso mangiare e cosa no, o essere svegli abbastanza da andare a chiederlo al cuoco. 

Queste esperienze riflettono un po' la stupidita' generica del genere umano. Premesso che neanche io sapevo una mazza sulla celiachia quando me l'hanno diagnosticata, non ci ho messo tantissimo a capire che dovevo evitare farina, pane, e pasta.

Capisco che ci siano sempre i dubbi sul pane di farro, ma se potessi ricevere un buffetto sulla guancia ogni volta che mi sono sentita chiedere "Ma le patate le puoi mangiare? E lo zucchero? E mio nonno in carriola? Eeeeeeh ma non so cosa farti" ora avrei uno zigomo scavatissimo.

E quando io paziente spiego "Si si, posso mangiare tutto questo, e' solo farina, pane, e pasta che devo evitare" puntualmente iniziano "Ma la carne la puoi mangiare? E il vino lo puoi bere? E le barre di amianto? Eeeeeh ma non so cosa farti". 
Sono i momenti in cui non trovo per nulla triste mangiare da sola guardando Netflix.

Poi, quando la gente capisce cosa cucinare, iniziano puntualmente a compiere azioni inconsulte, tipo mettere del pane sull'insalata, aggiungere salse glutinose alla carne, mischiare il formaggio con i crostini.

Quando io gentilmente faccio notare che non posso piu' mangiarlo perche' a questo punto c'e' contaminazione da glutine, partono tutti con "Eeeeeeh ma come fai a ricordarti tutto questo?"
Ricordarsi cosa? Che non devo sbriciolare del pane sulle cose che mangio? Eh, l'ho imparato facendo un dottorato.

E poi il tutto si conclude con il solito "Ah, ma come fa il tuo ragazzo, e' un santo!". E partono versi di sgomento quando dico che noi in casa non mangiamo glutine, che i miei genitori e i miei amici fanno pasti totalmente gluten free quando li vado a trovare. Io lo so di essere circondata da persone deliziose e meravigliose, pero' non dovrebbe essere incredibile il fatto che loro mi evitino il pericolo di stare male e prendano consapevolezza del fatto che io abbia una malattia. Voglio dire, conosco gente che non mangia aglio, cipolla e pomodoro perche' non gli piace il gusto e questi cibi sono bannati per tutta la famiglia, pero' io che evito il pane perche' mi erode lo stomaco sono una persona difficile. 

In Italia non e' sempre il paradiso, ma spesso la gente capisce con piu' velocita'. Certo, ho passato una festa di matrimonio orribile dove mi hanno lasciata senza cibo, ma il piu' delle volte i camerieri sanno cos'e' il glutine. La gente vede i prodotti senza glutine al supermercato e me li compra. I posti certificati senza glutine sono tanti e non mi capita quasi mai di dove mangiare l'insalata del supermercato scondita in macchina. 

Insomma, quando vi lamentate dell'Italia, pensate che a volte, per qualcuno -ovvero, per me quando ho fame -e' il Paese migliore del mondo.

(Per quanto l'Alsazia sia bellissima ed e' piena di cicogne) 

Foto di una cicogna, animale bellissimo e maestoso